Clima impazzito: non ci sono più le stagioni di una volta. Si tratta di un detto comune che tante, forse troppe volte ci capita di sentire.

Ce lo diciamo quando raccogliamo in Trentino le fragole sul “poggiolo” ancora a novembre e quindi siamo almeno uno o due mesi in ritardo sulla tabella del riposo vegetativo.

Ce lo diciamo quando a Capodanno in Toscana vediamo le mimose fiorite che una volta erano il simbolo della Festa della Donna e quindi siamo come minimo 2 mesi in anticipo.

Ce lo diciamo quando a fine gennaio in Puglia ci meravigliamo per i mandorli in fiore e gemme di albicocchi e peschi che si stanno già dischiudendo. Una meraviglia della natura, dicono in tanti… Paesaggio primaverile, altro che i giorni della merla!!!

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La leggenda dei Giorni della Merla

Infatti, i cambiamenti del clima smentiscono anche le tradizioni più consolidate. I cosiddetti giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31) quelli ritenuti i più freddi dell’anno.

In virtù d’una secolare leggenda questo volatile era regolarmente perseguitato dal freddo e scuro mese Gennaio. Questo si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue sopraffazioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo. Verso fine mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio se ne risentì così tanto che si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era ingrigito a causa della fuliggine del camino, e così rimase per sempre con le piume grigie.

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I giorni della Candelora

Subito dopo “i giorni della merla“, secondo la tradizione popolare ricorre la Candelora (il 2 Febbraio). Nella ruota dell’anno, la Candelora è una sorta di porta tra l’inverno, oramai al suo declino, e l’imminente primavera.

“Quando vien la Candelora, de l’inverno semo fora; ma se piove o tira il vento, de l’inverno semo dentro”.

Secondo le credenze popolari se questo giorno è freddo significa che l’inverno sarà ancora lungo, mentre se il tempo è bello si spera di essere ormai fuori dall’inverno.

Oramai i giorni della merla e la Candelora sono solo leggende popolari!

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Clima impazzito

La Tv, la stampa, i social proclamano all’unisono: il clima è bizzarro ed imprevedibile! Colpa del clima impazzito! Il meteo fa i capricci e la natura sembra impazzita! Assistiamo ad anomalie su anomalie! Agricoltura in ginocchio!

Inverni fin troppo miti, preceduti da autunni burrascosi e da estati tropicali. Primavere a temperatura alternata che passa nel giro di pochi giorni dal gelo invernale all’afa agostana. Grandinate sempre più frequenti che decimano raccolti e precipitazioni con bombe d’acqua.

La Senna a Parigi raggiunge il picco di piena, mentre a Venezia si registra una bassa marea da record con i canali in secca, ma questi sono soltanto le notizie di questi giorni.

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Non ci sono più le stagioni di una volta

I cambiamenti climatici, il riscaldamento del pianeta… Le stagioni non ci sono più. Tutto è sbilanciato, spostato verso degli estremi. Madre Natura sta presentando il conto all’uomo: un conto salato.

Quella dei cambiamenti climatici è una sfida che riguarda tutti, in primo luogo gli agricoltori, la cui attività sta alla base della nostra stessa sopravvivenza. Una sfida che può essere vinta se ognuno di noi contribuisce con i propri comportamenti ad affermare un diverso modello di sviluppo. Un modello più sostenibile e più attento alla gestione delle risorse naturali, che tocchi tutta la filiera, partendo dall’impresa agricola fino alla tavola di ognuno di noi. E’ necessario districarsi al più presto prendendo l’unica strada che consentirebbe di venirne fuori: Bio Aksxter®. Questo è lo strumento giusto portato alla nostra pazza umanità!

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