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Dai diari di Silvana Zambanini

Le tue piante hanno tessuti vegetali elastici?
Non so chi potrebbe rispondere a questa domanda. Certi agricoltori riconoscono le loro piante come i loro figli, ma queste valutazioni le lasciano agli esperti, ai cosiddetti tecnici, agronomi o quant’altro. Non sono mai stati eruditi, non gli è mai stata impartita una conoscenza correlata ai bisogni delle proprie colture. Eppure questo tipo di conoscenza oserei dire quasi intima, è necessaria per capire come una pianta cresce e di che cosa ha bisogno per il mantenimento della specie. Perché di questo si tratta, un vegetale risponde agli stimoli e cresce unicamente perché ha come scopo il mantenimento della specie.

Tutto il resto è roba nostra: l’espressione romantico teologica “donare i suoi frutti”, quella pragmatica “fruttificare bene”, così come il mutuo compromesso fra l’agricoltore e la pianta, cioè io ti alimento e tu mi ricambi con i tuoi frutti, sono solo nostre necessità.

Il fenomeno della vita delle piante consente letture su infiniti piani, ma è su quello fisico che l’agricoltore è chiamato a riceverne e curarne l’esistenza, prima di tutto, ma non solo, in quanto produttore di alimenti.

La conoscenza delle proprie piante comprende anche quella della loro vita, almeno quella fisica, anche quella dei loro tessuti vegetali. Ma cosa sono questi tessuti vegetali?

Tessuti Vegetali Elastici - Bio Aksxter

I tessuti vegetali sono l’insieme delle cellule che costituiscono ed organizzano i vari organi della pianta e che si differenziano per la loro funzionalità. Ci sono cellule dapprima indifferenziate (staminali) che si trasformano in cellule specializzate per la formazione dei petali, delle foglie, dei peli fogliari, del picciolo e di tutte le parti della pianta; ci sono cellule più o meno giovani che definiscono la struttura della pianta, dalla corteccia del ramo al tronco, alla radice…

Cellule di diversa forma e dimensione destinate a diverse funzioni. Funzioni di natura meccanica (necessaria per il sostegno della pianta e la protezione dalle sollecitazioni), funzione secretoria (produzione di sostanze all’interno della cellula, ossia il materiale necessario alla crescita della pianta), funzione di conduzione magnetica (per il trasporto della linfa), funzione di captazione (della luminosità per la trasformazione in energia di scorrimento nella fotosintesi clorofilliana) e così via.

Un bel traffico in una pianta apparentemente immobile! 


Sono tessuti elastici e più impermeabili quelli delle piante trattate con Bio Aksxter® perché il loro programma ha più energia anche per la costruzione dei polimeri cellulosici naturali (v. cutina, suberina, lignina). Ecco perché gli acini sono più resistenti alla botrite, la lignificazione dei tralci è ottimale, i cereali sono resistenti all’allettamento o perché i frutti grandinati si rimarginano.

Perché un tessuto vegetale sia elastico e resistente, deve essere ben strutturato a partire dalla sua formazione cellulare, perciò bisogna considerare anche la qualità della risposta agli stimoli provenienti dall’ambiente esterno. Ahi Ahi!  In agricoltura, oggi, le condizioni ambientali non permettono alle piante di autodifendersi dagli agenti esterni (patogeni quali batteri, funghi, virus, inquinanti e sostanze nocive, radioattività ad elevati livelli, scarsa luminosità, etc.).

Va sottolineato che in tali condizioni ambientali le piante hanno a disposizione un’energia limitata per una efficiente fotosintesi clorofilliana, quindi la catalisi è insufficiente così lasciando aperte le porte ai patogeni e dando luogo alla formazione di residui chimici a carico delle piante e dei frutti.

Con Bio Aksxter® invece forniamo alla pianta una quantità di energia atta a consentire un processo di catalizzazione minerale che tocca gli 80-100mila gradi (combustione microatomica nel microcosmo) consentendo un’azione antibatterica, antifungina e antivirale e l’eliminazione dei residui chimici.

Questa è la modalità di sterilizzazione di Madre Natura, il modo in cui si trasforma e si rinnova la materia. Così il minerale inerte diventa biomassa. Così cresce una pianta: bruciando.

cellula vegetale al microscopio - Bio Aksxter

Immaginate dunque che tipo di tessuti si formano in una pianta con poche energie, vuoi per averle usate nella depurazione da trattamenti fitosanitari, vuoi per averle usate per trasformare le sostanze organiche in inorganiche, vuoi perché le ha esaurite nel proteggersi da un improvviso sbalzo di temperatura. Se poi arriva una corrente d’aria radioattiva quei tessuti risulteranno pure deformati.

E’ un po’ come se chiedessimo ad un ottantenne di correre i 400 metri a ostacoli… provate ad immaginare cosa accadrebbe… Dopo questo esercizio di visualizzazione, angoscia o divertimento a parte, capireste cosa significa avere energia sufficiente per arrivare alla meta. Per analogia il percorso (inteso come ciclo colturale) dell’ottantenne (ossia la pianta con i suoi i tessuti vegetali) ci darebbe una prospettiva delle rese quali-quantitative della coltura.

La tecnologia magnetica delle formulazioni Bio Aksxter® fornisce la quantità di energia necessaria per il programma della pianta: record assoluto nei 400 ostacoli!


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