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Cosa saranno mai queste api

Se chiedi a un vecchio cosa gli ricorda la parola Api risponde Anonima Petroli Italiana, quella col cavallo nero in movimento, divenuta poi IP. Però se il vecchio è un contadino risponde “eh, non se ne vedono più …”

Se chiedi a un giovane cosa sono le Api non risponde, perché è proprio vero se ne vedono sempre meno. Se il giovane è un programmatore informatico o un webmaster, si anima e prende a raccontarti quanto siano importanti, ma non perché volano o perché sente un ronzio. Sì, le api non si vedono e non si sentono più. Lo sanno purtroppo gli agricoltori, oggi le api sono una cosa rara; lo sanno gli apicoltori che le allevano e spesso le trovano morte.

Le api una risorsa fondamentale, ma quali risorse hanno le api?

Le api, sono una risorsa fondamentale non solo perché ci forniscono miele, polline e cera, ma per l’intero sistema agricolo. Le api sono di fondamentale importanza per l’ecosistema: esse svolgono una funzione strategica per la conservazione della flora, contribuendo al miglioramento ed al mantenimento della biodiversità. La loro presenza è necessaria sia nelle aree naturali che in quelle a vocazione agricola, dato che il 90% delle piante se ne servono per l’impollinazione. Ciò incide inevitabilmente sulla produzione alimentare. Quindi, considerando il nostro bisogno di cibo, possiamo dire che dalle api dipende il nostro futuro.

Le Api - risorsa fondamentale - Bio Aksxter

E le risorse per le api quali sono? Di quali condizioni vitali si servono le api? Polline privo di vitalità? Nettare a base di veleni letali?  Una risorsa che le api gradiscono molto è Bio Aksxter®, gli agricoltori ce lo dicono spesso: “… appena fatto un intervento le api corrono, si gettano nelle corolle floreali e succhiano quel nettare in un modo che si capisce … è il nettare degli Dei!”

Sì, Bio Aksxter® è particolarmente gradito alle api, per questo si consiglia di effettuare un intervento anche in fioritura.

Per ottenere una miglior impollinazione è importante impiegare Bio Aksxter® sia prima della fioritura, per massimizzare la potenzialità della pianta al momento della schiusura dei fiori, sia durante la fioritura per migliorare ed incentivare l’operato delle api.
La miglior impollinazione determina il raggiungimento di gran parte del risultato produttivo in quanto da questa deriva  sia l’aumento della pezzatura che l’incremento della qualità anche nei frutti dei rami meno esposti e delle piante lontane dagli impollinatori, con risultati eccellenti sia per omogeneità che per quintalaggio.

Impollinazione: un servizio ecosistemico gratuito

In un giorno un’ape può visitare fino a 3.000 fiori, raccogliere fino a 50 mg di nettare bottinare circa 100 fiori. Una famiglia di api impollina circa 1 milione di fiori al giorno.

le api - impollinazione - Bio Aksxter

L’impollinazione, ossia il trasporto di polline dalla parte maschile a quella femminile dell’apparato riproduttivo delle piante, è un processo indispensabile per la sopravvivenza e l’equilibrio di molte specie sul pianeta, compresa quella umana. La Cia ha recentemente dichiarato che dal ruolo di impollinazione delle api dipende il 70% della produzione agricola mondiale. Secondo i dati forniti dalla FAO, l’84% delle specie vegetali vive e si riproduce grazie alle api, per cui senza di queste non vi sarebbe vita sul pianeta in quanto la nutrizione e l’ossigeno provengono dai vegetali. Secondo la Commissione Europea quasi 15 miliardi di euro della produzione agricola annua sono direttamente attribuibili agli insetti impollinatori.

Purtroppo, nel contempo dati allarmanti relativi alla moria delle api provengono da tutto il mondo: secondo la Lista Rossa Europea delle api il 9,2% delle 1.965 specie di api selvatiche è in via di estinzione.

Nella lista rossa dello IUCN (International Union for Conservation of Nature) sono state valutate a rischio estinzione 58 delle 130 specie di api, che più comunemente veicolano l’impollinazione di colture alimentari in Europa e Nord America. In sostanza le fondamenta dei nostri sistemi alimentare sono gravemente minacciate.

le api - Bio Aksxter

Bio Aksxter® è particolarmente gradito alle api; esse sviluppano un’intensa attività di suzione, non solo di nettare e polline, ma addirittura del prodotto appena distribuito.
Con Bio Aksxter® l’impollinazione entomofila è favorita anche nelle colture notoriamente poco gradite alle api (come ad esempio il kiwi) o vicine a specie con fiori particolarmente attrattivi.

Perché le api muoiono?

Lo chiamano “declino degli impollinatori”. Praticamente, le api, ma anche gli altri impollinatori (i cosiddetti insetti pronubi) muoiono. Muoiono perché l’ambiente è contaminato, perché non resistono ai cambiamenti climatici causati dall’inquinamento, perché si fa un uso massiccio di pesticidi nelle coltivazioni creando uno stato di avvelenamento cronico, perché l’inquinamento genera, modifica e acutizza l’incidenza di patogeni (virus, batteri e funghi) e parassiti (es. il famoso acaro Varroa) delle api, e per la combinazione di tutti questi fattori.

Una conseguenza della distruzione dell’habitat che tutti tocchiamo con mano.

Le molecole dei pesticidi utilizzati nella cosiddetta difesa fitosanitaria, primi fra tutti gli insetticidi neonicotinoidi, ma anche quelle di tutti gli altri agrofarmaci, assieme a metalli pesanti e particolato di varia natura risultano infatti il mix fondamentale della nostra qualità dell’aria. Lo testimoniano recenti progetti e studi che mostrano le api come bioindicatori dello stato di salute del suolo, dell’aria e dell’acqua. Fra questi: il monitoraggio dei livelli di smog in alcune città italiane dove gli alveari sono stati usati per rilevare la presenza di piombo, nichel, cadmio e cromo riscontrati nei campioni di miele prodotti; in Val di Sole (Trentino) invece, uno studio ha evidenziato che nel polline raccolto dalle api sono stati ritrovati i residui di 13 insetticidi, 50 funghicidi e 3 erbicidi, oltre a metalli pesanti e altre sostanze illegali. 

Non sappiamo poi a cosa servano realmente questi studi, che non rappresentano nemmeno una novità. L’impiego delle api come indicatori dell’inquinamento ambientale risale infatti al lontano 1935, quando Jarosav Svoboda, dell’Istituto di ricerche in Apicoltura di Praga, verificò le ripercussioni negative degli inquinanti industriali nei confronti delle api che bottinavano nelle zone altamente antropizzate ed industrializzate della Cecoslovacchia.

api morte

Non mancano negli anni successivi studi e monitoraggi condotti da ricercatori tedeschi, francesi, inglesi e statunitensi, eppure dopo quasi un secolo la situazione è soltanto peggiorata.

E in Italia?  Risultano studi pubblicati da un gruppo di ricerca presso l’Università di Bologna negli anni ’80 e ’90 che riguardano le api come rilevatori ecologici in grado di segnalare il danno chimico ambientale, estensi nel 2002 agli idrocarburi policiclici aromatici ed ai microrganismi fitopatogeni.  Risulta poi nel 2009 una convenzione sottoscritta tra la ex Direzione generale per la salvaguardia Ambientale del Ministero dell’Ambiente e il Dipartimento di Difesa della Natura dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) per la realizzazione di un’indagine tecnico-conoscitiva sul fenomeno della moria delle api all’interno delle aree naturali protette. Uno scambio fra Enti ed Istituti che non porta a nulla di concreto.

Nel 2019-2020, sull’onda dei finanziamenti dall’Unione Europea,  ecco il progetto CSI Pollen segnalato come “novità dal mondo della ricerca”: due anni di monitoraggio sull’uso dei pesticidi nell’ambiente, attraverso le api e gli apoidei come bioindicatori, con l’obiettivo di stilare un protocollo standard uguale per tutta l’Europa, per monitorare l’impiego dei pesticidi nell’ambiente; 750 apicoltori “citizen scientists”, cioè cittadini scienziati, provenienti da 28 nazioni europee hanno raccolto per successiva analisi circa 18.000 campioni di polline provenienti dai loro alveari.

Sono necessari un programma d’azione e misure più orientate a proteggere gli impollinatori.
Intanto le api continuano a morire.

Le notizie sulla moria delle api sono catastrofiche, ma gli agricoltori che coltivano con Bio Aksxter® dicono “Nonostante l’entità del problema, nei nostri campi il ronzio delle api è talmente intenso che sembra di essere all’interno di un apiario”.

 

Api impollinazione - BioAksxter
Api in un frutteto trattato con Bio Aksxter®
I fiori delle piante trattate con Bio Aksxter® producono molto nettare, dolce e libero dai residui delle sostanze inquinanti, divenendo un punto attrattivo per tutte le api che accorrono nelle coltivazioni anche da diversi chilometri.

Le api e le avversità climatiche

Riscaldamento globale e clima impazzito mettono a rischio l’impollinazione delle api, con conseguenze disastrose per l’agricoltura e la produzione di cibo.

Le api sono sensibili ai cambiamenti climatici, ma lo sono anche tutte le specie vegetali che della loro impollinazione si servono; ecco nuovamente il temibile gatto che si morde la coda: danni alla fioritura per il maltempo > il nettare scarseggia > alle api viene a mancare il nettare > alle piante mancano le api…
E lo scenario generale diventa estremamente negativo quando si va ad analizzare il danno economico dell’intera filiera. C’è un dato ancor più preoccupante quando invece di filiera si parla di vita: qui spariscono tutti i “trend” e rimane un unico interrogativo, come uscire dal girone infernale che l’umanità si è costruita?

In condizioni climatiche avverse alle api bottinatrici, l’impiego di Bio Aksxter® favorisce l’autoimpollinazione perché prolunga la fioritura e incrementa vitalità e fertilità del polline.
I fiori delle piante trattate con Bio Aksxter® risultano molto più resistenti ai danni da freddo. Infatti, nonostante una gelata possa causare l’imbrunimento dei petali, è frequente notare che gran parte dei pistilli rimangono verdi e le api continuano l’attività di suzione del nettare.

Quel bellissimo gioco fra specie animali e vegetali

Le api, sia esse domestiche o selvatiche, così come altri insetti quali bombi,  vespe, farfalle e coleotteri, ma anche uccelli, pipistrelli ed altri vertebrati,  sono tutti impollinatori di colture e piante selvatiche.
Nettare e polline sono la ricompensa dispensata dai fiori agli impollinatori nel bellissimo gioco fra specie animali e vegetali, ma di questo passo si tramuterà in una collasso simultaneo. Lo chiameranno forse Danza della Morte.


 
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