La moria delle piante… E’ successo prima nel Veronese e adesso in Piemonte: nel giro di pochi giorni interi filari di kiwi sono seccati. Si tratta dell’evoluzione della “moria del kiwi”, una piaga che può cambiare le sorti di un’Italia che in meno di cinquant’anni è diventata il secondo produttore mondiale di kiwi dopo la Cina.

kiwi coltivati con bio aksxter
Kiwi coltivati con Bio Aksxter®

Dei quasi 25.000 gli ettari coltivati a kiwi (principalmente ed in ordine decrescente nel Lazio, Piemonte, Emilia- Romagna, Veneto e Calabria) che cosa si può dire? Prima il cancro batterico dell’actinidia (PSA/Pseudomonas syringae) ovvero la batteriosi del kiwi poi la proliferazione della cimice asiatica ed ora la moria del kiwi.

Collasso e moria delle piante di kiwi

La moria del kiwi è inquadrata nelle cosiddette malattie idiopatiche, ossia quelle malattie la cui causa è sconosciuta, che non hanno una causa apparente o che non sono legate ad altre malattie precedenti. E’ altresì definita come una sindrome, un fenomeno o più semplicemente una problematica.

A livello delle radici si riscontrano virulenti oomiceti che ne giustificano il marciume e l’assenza, mentre nella parte aerea attività vegetativa ridotta, ossia poche foglie che presentano imbrunimenti e deformazioni del lembo su una o più branche mostranti disseccamenti parziali, sviluppo ritardato dei frutti anche a seguito di buona impollinazione, una produzione ridotta di qualità scadente. Da un progressivo e veloce deperimento fino al totale collasso delle piante.

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Frutteti colpiti da moria del kiwi: dapprima l’attività vegetativa si riduce con conseguente imbrunimento della vegetazione e totale disseccamento finale

Moria delle piante: il multitasking global chain ha colpito ancora!

Sebbene le tecniche colturali abbiano un ruolo fondamentale nello sviluppo delle patologie, unitamente all’influenza delle condizioni ambientali ed alla suscettibilità varietale esiste un altro fattore che unito ai precedenti diventa scatenante: l’inquinamento del sistema terra-acqua-aria. Lo definiamo Multitasking global chain: un impatto multiprocessuale che mina la catena alimentare!

Madre Natura continua il suo corso e ora … presenta il conto.

Moria delle piante: kiwi, melo, mirtillo, olivo, vite, albicocco, pero, sempre moria ….

La moria è un fenomeno che colpisce molti tipi di piante e si sta diffondendo in tutti i territori. Colpisce non solo l’actinidia ma anche altri tipi di piante coltivate, in particolare quelle a liana ovvero a fusto lungo sarmentoso come appunto il kiwi e la vite.

In questi ultimi anni si parla anche di:

  • moria del melo, chiamata anche “deperimento del melo” o “sindrome da stress”;
  • moria del mirtillo, ovvero impianti di mirtillo colpiti da fenomeni di disseccamento improvvisi a carico di porzioni di pianta o dell’intero arbusto;
  • moria delle piante di ulivo, la malattia che falcidia gli ulivi del Salento. Sulla Xylella e sul CoDiRO (Complesso del disseccamento rapido dell’olivo) sono stati spesi fiumi di parole, ma la realtà è che molto si è detto però poco si è fatto…;
  • moria dell’albicocco con deperimento di giovani impianti;
  • moria o deperimento del pero;

Mai come in questo caso possiamo veramente dire che siamo “arrivati alla frutta” dato che il grado di inquinamento ambientale sta evidenziando sempre più le conseguenze di una gestione planetaria insostenibile. L’inquinamento chimico apportato dall’agricoltura, prima responsabile, sommato a quello immesso nell’ambiente su altri fronti, non può più rimanere nascosto o essere negato  e l’era della fame annunciata dal ricercatore A. Mendini ancora negli anni ’80 sta diventando una realtà.

coltivazione del pero con bio aksxter
Coltivazione del pero con Bio Aksxter®

Le cause della moria delle piante

L’impiego massiccio di concimi chimici ed anticrittogamici accumulato nei terreni, unito agli inquinanti apportati attraverso il ciclo dell’acqua, mette la pianta in condizioni di spendere tutta la sua energia nel processo di autodepurazione, senza peraltro raggiungere un livello tale di catalizzazione che ne consenta di eliminare le impurità. Queste ostruiscono i vasi linfatici impedendo il trasporto della linfa nelle parti superiori della pianta: compaiono macchie necrotiche sulle foglie conseguenti ad una mancata ossigenazione. Mentre sopra la pianta dissecca, la stagnazione dell’acqua a livello delle radici incapaci di idrofonarla ne provoca la necrosi.

Terreno e radici di kiwi affetto da moria (1)
Terreno e radici di kiwi affetto da moria
moria delle piante del kiwi
Radici di kiwi affetto da moria

Ed infine, come se non bastasse, la pianta è ulteriormente debilitata dall’effetto serra, intensificato proprio dall’inquinamento, e dalla maggior incidenza dei raggi solari causata dalla mancanza dei filtri planetari (buco dell’ozono) che provocano la chiusura degli stomi causando una minor attività fotosintetica.

Moria delle piante: cosa fare?

Ora bisogna dire che il fenomeno della moria delle piante non può finire in una risoluzione parlamentare, e nemmeno in un convegno che parli di tutela e valorizzazione.

Il multitasking global chain ha colpito ancora! La capacità di riprogrammazione della pianta è inibita, bisogna agire velocemente. C’è molta confusione e disorientamento: poca acqua? Il terreno, per effetto dell’inquinamento, si “cementifica”. Gli agricoltori raccontano che intervenendo con i ripuntatori nella lavorazione del terreno i trattori si impennano … Troppa acqua? Il terreno ha perso il suo “effetto spugna” e non gestisce l’acqua … è ricco di microrganismi patogeni farmaco-resistenti e privo di quelli utili, sa di marcio.

Quello che Madre Natura ora ci offre su un piatto d’argento può essere affrontato esclusivamente agendo in accordo: DISINQUINANDO. Il contrario di quanto abbiamo fatto fino ad oggi.

moria delle piante_moria del melo
L’impiego di Bio Aksxter® si è dimostrato risolutivo nei confronti della problematica sia per la prevenzione che per il risanamento della moria delle piante.

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