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Nematodi nelle coltivazioni: ecco un’altra avversità che mette a dura prova la capacità dell’agricoltore di mantenere le produzioni agricole. Si manifestano attraverso la comparsa di piccole protuberanze (galle) biancastre di 1-2 mm su alcune radici che possono aumentare fino a 2 e più centimetri per poi propagarsi all’intero apparato radicale, bloccandone l’attività di suzione delle sostanze nutritive. La crescita, lo sviluppo e le autodifese della pianta si riducono, con un impoverimento del raccolto sia in termini di peso che di qualità; in molti casi la pianta giunge al completo disseccamento.

Questo processo inizia a manifestarsi in alcuni punti della coltura, poi i focolai si espandono. Il decorso dell’intero processo avviene in un arco di tempo che può variare da alcune settimane a pochi giorni; ciò dipende da molti fattori, tra cui la composizione del suolo, la resistenza al patogeno delle varietà coltivate, le tecniche colturali e l’andamento climatico.

Nematodi nelle coltivazioni: come combatterli, quali soluzioni?

Sebbene negli anni si sia fatto ricorso a varie tecniche per la gestione della problematica (utilizzo di portinnesti resistenti, uso di fumiganti o nematocidi, solarizzazione, rotazione delle colture, sovesci, selezione delle varietà resistenti, microorganismi antagonisti, etc), affermiamo che la lotta ai nematodi non può considerarsi vinta senza un’azione di disinquinamento e rigenerazione dei terreni.

Infatti, i nematodi non sono semplicemente parassiti che vivono nel suolo e attaccano gli organi ipogei della pianta, bensì una manifestazione riguardante lo stato ecologico di:

  • terreni sfruttati (terreni stanchi)
  • terreni inquinati (es. dai trattamenti nelle coltivazioni, dall’acqua usata nell’irrigazione o dall’acqua piovana, dagli scarti di lavorazione)
  • terreni contaminati (es. dall’apporto di sostanze tossiche, nocive o inadeguate, da altri microorganismi patogeni quali funghi, batteri, virus).

Condizioni che trasformano questi fitoparassiti da utili nei processi di decomposizione a predatori.

Basta pensare all’uso della cloropicrina, sostanza adoperata per fini bellici durante la prima guerra mondiale ed attualmente impiegata come fumigante in campo agricolo, oppure alla Abamectina sostanza tossica autorizzata appunto come nematocida. Ma non solo…

Proprio per questo Bio Aksxter®, il fertilizzante disinquinante, si è dimostrato di risolutiva importanza anche grazie alla sua azione di riequilibrio del sistema pianta-suolo ed inoltre, decisamente vantaggioso sia in termini sostenibili sia dal punto di vista economico.

Comparazione-tra-Bio-Aksxter®-ed-altri-fumiganti-chimici-nematocidi


1° Case History: Nematodi nei terreni coltivati a pomodoro, lattuga, cetriolo

L’Azienda Agricola S. R. E di Vallese di Oppeano (VR), ha impiegato Bio Aksxter® nelle sue coltivazioni caratterizzate da terreni sabbiosi dove si effettuavano tre cicli di trapianti annuali. La problematica dei nematodi si era manifestata fin dai primi anni di coltivazione e nonostante il ricorso periodico alla fumigazione, la conta dei nematodi raggiungeva le 800 unità per cm3. Il declino produttivo era divenuto incontrollabile. Dopo 8 anni, la produzione di pomodoro aveva toccato il minimo storico, il raccolto era limitato a 4 palchi pari a 250 quintali ad ettaro.

In seguito all’introduzione di Bio Aksxter®, è stata riscontrata una maggior resistenza ai nematodi e la riduzione dello sviluppo di galle sull’apparato radicale. Trattando con Bio Aksxter® tutta la superficie aziendale, la problematica dei nematodi è stata superata determinando la regolarità vegetativa e produttiva delle colture per tutta la durata del ciclo. L’aumento produttivo è stato del 27,4% relativamente al peso medio per grappolo e del 26,5% relativamente ai chilogrammi per pianta, mentre in tutto l’areale vi è stata un’inflessione del 20%.

Al terzo anno d’impiego la problematica dei nematodi è stata completamente risolta. Sia su radici di pomodoro che di cetriolo e lattuga non si sono evidenziate galle da nematodi. La produzione di pomodoro è ulteriormente aumentata; il peso medio di ogni bancale è stato di 900 kg rispetto ai 750-800 kg/bancale degli anni precedenti. Analisi di laboratorio eseguite nello stesso anno dall’azienda agricola hanno evidenziato 20 unità di nematodi per cm3; un dato insignificante rispetto al precedente.

Negli anni successivi non si è più ricorso alle sterilizzazioni, non si sono più manifestati danni da nematodi ed anche in annate spesso sfavorite da forti sbalzi climatici, alcuni trapianti di pomodoro hanno raggiunto i 12 palchi per pianta con punte produttive di 1.000 quintali per ettaro.
Produzione-pomodoro-a-grappolo-quintali-per-ettaro

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Radice di pomodoro fortemente colpita da nematodi
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Coltura di pomodoro trattata con Bio Aksxter®

2° Case History: Nematodi nelle colture di basilico, sedano e cetriolo

L’azienda agricola C.C. di Cavallino Treporti (VE), orientata ad un uso ridotto della chimica di sintesi, utilizza Bio Aksxter® da 14 anni. L’obbiettivo era migliorare la produzione in termini quali-quantitativi e lo stato sanitario delle colture. La maggiore problematica era quella dei nematodi.

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Radici di basilico colpita da nematodi
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attacco di nematodi su giovane pianta di cetriolo

Già al primo anno di trattamento nel sedano non ci sono stati attacchi significativi da parte di nematodi.

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Sedano dopo i trattamenti con Bio Aksxter®
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Radice di sedano dopo i trattamenti con Bio Aksxter®

Al secondo anno di utilizzo di Bio Aksxter®, nella maggior parte delle serre coltivate a cetriolo, si è ottenuta una notevole riduzione dei danni da nematodi con incremento produttivo relativamente al trapianto primaverile e prolungamento del periodo di raccolta di 10 giorni di quello estivo.

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Cetriolo al secondo anno di trattamento (8 giugno)
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Cetriolo al secondo anno di trattamento (27 agosto)

Nel corso del terzo anno di trattamento con Bio Aksxter® si è avuta un’ulteriore riduzione dei danni da nematodi ed è stata raggiunta la massima produttività di cetriolo, con una media di 140-180 gr/giorno per pianta durante il periodo di raccolta.

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Radici di cetriolo dopo 50 giorni di raccolta
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Cetriolo dopo 50 giorni di raccolta

3° Case History: Nematodi nelle coltivazioni di melone

L’Azienda Agricola M. M. di S. Martino Buon Albergo (VR) ha iniziato ad usare Bio Aksxter® con l’obbiettivo di risolvere le problematiche di stanchezza del terreno.
Nei terreni interessati, coperti con serre da oltre 10 anni, fra le maggiori problematiche c’era la forte presenza di nematodi per la quale si faceva ricorso alle fumigazioni ed a prodotti nematocidi.

Già dopo tre mesi di trattamento con Bio Aksxter® è stato notato un allentamento del fenomeno, un aumento qualitativo relativamente al ° Brix ed alla retatura, e soprattutto assenza di nematodi. Infatti, le radici delle colture trattate con Bio Aksxter® non hanno evidenziato nessuna galla, a differenza delle colture non trattate che, nonostante gli interventi nematocidi, presentavano numerose galle.

Negli anni successivi, sulle radici non si sono manifestate galle da nematodi e la produzione è stata regolare sia per qualità che per quantità.

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Colture non trattate, fortemente colpite da nematodi
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Coltura di melone trattato da 3 mesi con Bio Aksxter®, assenza di nematodi alla raccolta
Coltura-di-melone-trattata-con-Bio-Aksxter®
Coltura di melone trattata con Bio Aksxter®

4° Case History: Nematodi nelle coltivazioni di peperone, zucchino, cetriolo, melone

Nell’azienda agricola A.P. di Nogarole Rocca (VR) è stato impiegato Bio Aksxter® su tutte le coltivazioni con lo scopo di rigenerare i terreni ed evitare il ricorso all’uso dei prodotti chimici fumiganti.

Il problema dei nematodi era comparso già da diversi anni e l’effetto delle sterilizzazioni chimiche era divenuto sempre meno duraturo ed efficace, limitando l’effetto nematocida ad un solo ciclo colturale.

Dopo 3 mesi di coltivazione con Bio Aksxter® nel peperone si è ottenuto il superamento dei precedenti record produttivi e nello zucchino non si sono evidenziate galle da nematodi, nemmeno nei punti di coltivazione dove si erano evidenziati su melone nel ciclo precedente.

Durante il primo anno di coltivazione con Bio Aksxter® i nematodi sono stati tenuti sotto controllo, limitando la presenza delle galle ad aree ristrette della coltivazione. La produzione è aumentata e nel peperone si è ottenuto un ulteriore aumento di pezzatura, riducendo da 10 a 8 il numero di peperoni per cassa.

Negli anni successivi, i risultati sono progressivamente migliorati poiché i nematodi sono stati definitivamente risolti, con prolungamento del periodo di raccolta e aumento della produzione.

Nematodi-su-zucchina
Radice di zucchina colpita da nematodi
Coltivazione-di-zucchina-dopo-i-trattamenti-con-Bio-Aksxter®
Coltivazione di zucchina dopo i trattamenti con Bio Aksxter®
Peperoni-dopo-i-trattamenti-con-Bio-Aksxter®
Coltura di peperone dopo i trattamenti con Bio Aksxter®

5° Case History: Nematodi nelle coltivazioni di lattuga, cetriolo, zucchino, pomodoro, melanzana

L’azienda agricola P.Z. di Verona, che utilizza Bio Aksxter® da 14 anni, ha iniziato a trattare le colture con l’obbiettivo di risolvere la problematica dei nematodi nelle colture in serra.  Non si voleva più ricorrere all’uso delle fumigazioni chimiche che, ormai da diversi anni, erano necessarie per non perdere il raccolto nei secondi trapianti.

Già al primo anno di coltivazione con Bio Aksxter®, è stata migliorata la produttività nella coltivazione del pomodoro e nel secondo trapianto di cetriolo si è ottenuto l’aumento della resistenza ai nematodi; infatti, nonostante la presenza delle galle radicali, la produzione ed il periodo di raccolta sono stati regolari.

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Radice di lattuga colpita da nematodi
Coltivazione-di-lattuga-dopo-i-trattamenti-con-Bio-Aksxter®
Coltivazione di lattuga dopo i trattamenti con Bio Aksxter®

Nel secondo e terzo anno di trattamenti, la problematica dei nematodi è stata completamente risolta: nella coltivazione del pomodoro non si sono più manifestate galle da nematodi e nella coltivazione di cetriolo e zucchino il periodo di raccolta è stato protratto rispettivamente a 60 e 90 giorni, sia sul primo che sul secondo trapianto.

A livello produttivo si è ottenuto un aumento del 20% nella coltivazione del pomodoro e del 47% in quella della melanzana in pieno campo, nonostante il ripetersi della coltura nello stesso terreno per il terzo ciclo consecutivo.

Nel quarto anno, sono stati confermati i risultati precedentemente raggiunti riguardo l’assenza di nematodi e l’ottimo stato sanitario, mentre a livello produttivo si sono ottenute ulteriori migliorie, soprattutto nel pomodoro e nella melanzana in serra, da cui sono stati raccolti rispettivamente più di 900 e 1300 quintali per ettaro.

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Melanzane coltivate con Bio Aksxter®

6° Case History: Nematodi nelle coltivazioni di zucchino, cetriolo, insalata e pomodoro

L’azienda agricola M.S. di Verona utilizza Bio Aksxter® da 17 anni.  Ne aveva fatto ricorso per migliorare lo stato sanitario delle colture che soffrivano anche di nematodi. Nonostante le variazioni agronomiche e gli interventi chimici, i problemi andavano via via crescendo con riduzione del periodo di raccolta e soprattutto delle rese. In particolare, nelle coltivazioni più sensibili come cetriolo e zucchino, le colture primaverili erano passate da 100-120 giorni di raccolta dei primi anni di coltivazione a 80-90 giorni.

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Coltura di cetriolo danneggiata da nematodi

Dopo 1 anno di trattamento con Bio Aksxter®, in seguito alla maggior resistenza ai nematodi, il ciclo di raccolta su zucchino e cetriolo trapiantati a marzo ha superato i 100 giorni. Anche le produzioni di insalata con l’uso di Bio Aksxter® non hanno più manifestato nematodi.  Negli anni successivi le produzioni non hanno registrato ammanchi produttivi dovuti a nematodi, anzi si sono distinte per rese elevate, aspetto visivo, qualità organolettiche, maggior conservabilità e soprattutto il protrarsi dei giorni di raccolta.

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Radice di pomodoro completamente priva di galle da nematodi dopo due anni di trattamento con Bio Aksxter®
Coltivazioni-di-Pomodoro-dopo-2-anni-di-trattamenti-con-Bio-Aksxter®
Coltivazioni di Pomodoro dopo 2 anni di trattamenti con Bio Aksxter®

7° Case History: Nematodi nelle coltivazioni di melanzana, zucchina, melone, insalata a cespo, pomodoro

L’azienda agricola D. G. di Alpo di Villafranca (VR) orientata da sempre a produzioni di elevata qualità, ha introdotto BA nelle sue coltivazioni intensive in modo da migliorare la qualità, incrementare le produzioni e
ridurre le crescenti problematiche sanitarie.
Nei terreni la problematica dei nematodi limitava la produzione di melanzane, zucchine, meloni, insalate a cespo e pomodori.

Dopo due anni di trattamento con Bio Aksxter®, il cliente ha affermato che i risultati agronomici e produttivi sono come quelli dei terreni vergini perché con meno concimazioni ed interventi di difesa ha potuto ottenere colture sane e produttive.
Infatti, difesa e nutrizione di tutte le colture si sono notevolmente semplificate, con maggior resistenza agli attacchi di nematodi.

L’azienda coltiva con Bio Aksxter® da 17 anni.

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Coltura di melone colpita da nematodi
Coltura-di-melone-sana-perchè-trattata-con-Bio-Aksxter®
Coltura di melone sana trattata con Bio Aksxter®
Coltura-di-melanzana-trattata-con-Bio-Aksxter®
Coltura di melanzana trattata con Bio Aksxter®
Melanzane-trattate-con-Bio-Aksxter®-in-raccolta
Melanzane trattate con Bio Aksxter®

 

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