Giù le rese, su i costi di produzione, il pomodoro da industria è una disperazione … sembra il testo di una canzone rap e invece è una amara realtà.

Il calo di produzione a meno 15% (si è passati da 5,5 milioni di tonnellate del 2015 alle 4,6 del 2018) è dovuto alla diminuzione dei terreni dedicati al tipo di coltivazione del pomodoro da industria, ma anche alle fitopatologie ed alle avversità climatiche.

La filiera del pomodoro da industria

L’Italia con 95.000 di ettari coltivati a pomodoro da industria, di cui 35.000 nel Nord e 32.000 solo nella provincia di Foggia, è seconda nella produzione mondiale dopo la California e prima nell’esportazione del prodotto finito (pelati, salse e passate, succhi e polpe, triturati e concentrati). La produzione biologica ortofrutticola che in Italia registra un fatturato di 5,6 miliardi di Euro vede il comparto del pomodoro da industria in crescita di circa il 65% in tre anni.

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Mentre altre statistiche recitano “il 14% della produzione mondiale di pomodoro da industria si fa in Italia”, mentre il comparto cerca di fare i conti con il metodo di valutazione dei parametri qualitativi e con la produzione lorda vendibile ora decisamente al di sotto dei costi di produzione, mentre i relativi numeri mettono “sotto scacco uno dei più importanti comparti dell’agroalimentare italiano”, è bene fare una dovuta considerazione: il calo produttivo non riguarda solamente il comparto del pomodoro da industria in Italia, ma riguarda la produzione di pomodoro da industria a livello mondiale e non solo questo tipo di coltura.

Cali delle produzioni agricole

Ecco alcune notizie estratte relativamente ai cali produttivi dell’ultima stagione:

  • da grano a pomodoro, raccolti in calo a livello internazionale;
  • riso italiano, raccolto in calo e qualche problema di qualità;
  • pesche e nettarine, calo produttivo in Europa;
  • albicocche, produzione in calo in Europa;
  • barbabietola da zucchero, calo produttivo del 50%;
  • olivicoltura, preoccupa il calo produttivo;
  • mais, coltura chiave del sistema agroalimentare italiano, a -14%, uno dei valori più bassi dell’ultimo decennio;
  • riduzione produttiva dell’asparago italiano ed europeo (Spagna – 40%);
  • in calo la raccolta di patate in Europa, sul territorio nazionale meno 10-15%;
  • la produzione di uva è stimata in calo del 18,6%;
  • cereali, in calo la produzione in tutta Europa, -12,2% , previsto un ulteriore calo.

Allora ci chiediamo, non è che “programmare la produzione in funzione delle reali esigenze del mercato” sia diventato secondario rispetto alla difficoltà di portare avanti una coltura?

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La crisi dell’industria del pomodoro tra sfruttamento dei terreni e cambiamenti climatici

Oggi Madre Natura ci presenta il conto: dobbiamo pagare le conseguenze di una sconsiderata gestione del nostro ambiente e spostare l’attenzione principalmente sui cambiamenti climatici.

Nonostante il livello tecnologico delle macchine operatrici e dei macchinari per le lavorazioni, gli impianti di telerilevamento ed i droni, l’agricoltura conservativa ed i sistemi di irrigazione avremo sempre più temperature letali, maltempo, grandinate ed altri eventi climatici estremi, piogge che si trasformano in inondazioni e siccità che desertificano il suolo, radiazioni solari che inibiscono la fotosintesi clorofilliana e cuociono i frutti in pianta,  ma anche incontenibili infestazioni parassitarie e fitopatologie conseguenti allo sfruttamento dei terreni, a pratiche di diserbo e all’uso indiscriminato di pesticidi, calo della fertilità del suolo, produzioni sempre minori per la scarsa qualità del seme e del materiale vivaistico, per la qualità dell’acqua di irrigazione, in sostanza per la rottura degli equilibri biologici.

Si passerà dall’emergenza del seme all’emergenza vera e propria!

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Pomodoro da industria: la rinascita dell’oro rosso

Alla luce di tutte le condizioni non più sostenibili che stanno portando il sistema produttivo al collasso, nasce spontanea un’altra domanda:

Come aumentare le rese? Come diminuire lo scarto? Come difendersi dallo stress dei cambiamenti climatici?

Prima di pensare ad azioni strategiche finalizzate all’efficientamento, all’integrazione e alla valorizzazione dell’intera filiera, alle politiche agricole ed industriali, ai progetti di valorizzazione e promozione del pomodoro da industria italiano e dei suoi derivati,  insomma ai prezzi, ai marchi, alla spartizione dei soldi …. prima occorre rimboccarsi le maniche e partire dalla coltura, soprattutto dai terreni che vanno disinquinati e rigenerati. Il resto è pura conseguenza. E c’è solo una tecnologia in grado di farlo, generando qualità.

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Bio Aksxter®, questa è la qualità, questo è  l’investimento innovativo, la rinascita dell’oro rosso tanto da inorgoglire il comparto, in modo da alzare letteralmente la testa e farsi riconoscere, come quel portamento eretto che distingue tutte le colture coltivate con Bio Aksxter®….

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Ed in più…

filiera pomodoro da industria
Qui trovi il rapporto di #Filierasporca sulla crisi dell’industria del pomodoro. Se sei interessato ad approfondire, basta che clicchi sull’immagine

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