La difesa fitosanitaria delle colture è sicuramente una delle operazioni colturali più importanti e quella che desta le maggiori preoccupazioni negli agricoltori. Le problematiche fitosanitarie possono infatti pregiudicare la sostenibilità economica dell’azienda. In questi ultimi anni nuovi principi attivi sono a disposizione degli agricoltori, mentre altri sono stati revocati. Nonostante tutto, in molti casi si è registrato un aumento della virulenza di molte patologie,  a causa dell’ inquinamento dell’agroecosistema ed a fenomeni legati al climate change. Gli organismi patogeni (soprattutto funghi ed insetti) sono in grado infatti di adattarsi molto velocemente, anche grazie alla loro proliferazione, ai cambiamenti climatici ed a nuovi principi attivi.

Una particolare virulenza di determinate patologie può portare infatti a:

  • perdite di produzione con abbassamento delle rese
  • peggioramento delle caratteristiche qualitative dei prodotti (es. pezzatura, grado zuccherino, acidità)
  • nei casi più gravi, danni alla fertilità del suolo con impossibilità o difficoltà nel proseguire la coltivazione

Cosa fare? C’è un modo per semplificare la difesa fitosanitaria e dormire sonni tranquilli?

Gestione delle malattie: prevenzione o cura?

Per qualsiasi tipo di fitopatologia, sia di origine biotica che abiotica, la migliore soluzione è quella della prevenzione. Evitare la comparsa e la diffusione della malattia sopra la cosiddetta soglia economica di danno permette di correre meno rischi in termini di danni alla produzione. Un approccio di tipo curativo, che si pone come scopo quello di bloccare lo sviluppo della malattia una volta che questa si manifesta, è sicuramente più rischioso.

Al fine di una corretta gestione sono importanti alcune conoscenze sui fattori predisponenti la patologia ed agendo in maniera preventiva è possibile ridurre notevolmente i rischi di diffusione della malattia massimizzando l’efficacia dei trattamenti. Sono stati inoltre messi a punto dei modelli previsionali, più o meno complessi, che permettono di verificare la suscettibilità di una coltura a determinate patologie.

Ecco alcune linee guida legate al tipo di avversità che possono colpire le colture:

  • funghi. La diffusione delle malattie fungine è condizionata dall’andamento climatico (es. piovosità, bagnatura fogliare, temperatura, ecc.) ed al potenziale di inoculo. Tali bisogni variano a seconda del patogeno, delle condizioni climatiche e della specie
  • insetti. Anche in questo caso è opportuno conoscere le condizioni climatiche e valutare o meno la necessità di un trattamento, in base alla popolazione presente ed alla sua capacità di creare danno
  • carenze nutrizionali e fisiopatie. La loro comparsa è legata a scelte errate del materiale vegetale in quel determinato ambiente o ad una scorretta gestione agronomica. Colture non equilibrate sono più soggette a questo tipo di avversità
  • batteri e virus. La strada maestra è quella della prevenzione. Piante non equilibrate e nelle quali i meccanismi di difesa sono inibiti o rallentati sono più soggette alla comparsa di virosi o malattie batteriche
  • nematodi. Terreni stanchi ed inquinati sono la principale causa della malattia

All’interno della specie, inoltre, vi sono delle variabili da considerare nella gestione delle patologie, legate sia alla coltura (es. varietà, clone, età, portinnesto) sia al tipo di ambiente (es. zone suscettibili).

Cilindrosporiosi del ciliegio - BioAksxter

L’equilibrio è la miglior difesa

L’inquinamento globale ed in continuo aumento, l’inarrestabile cambiamento climatico,  il mutamento degli equilibri dell’habitat che ha innescato condizioni per la proliferazione degli agenti patogeni, la relativa  resistenza di questi ai fitofarmaci, l’indebolimento delle difese delle piante, a cui si aggiunge la revoca di molti principi attivi, hanno reso la difesa fitosanitaria sempre più complicata.

Tutto questo ha portato in particolare a:

  • maggior numero di interventi alle colture
  • necessità di aumento del dosaggio di determinati fitofarmaci e difficoltà nel rispettare certi limiti imposti da un punto di vista legislativo (es. agricoltura biologica)
  • rischio di residui a carico dei terreni, delle piante e dei prodotti agricoli

“Difesa e nutrizione” è quindi un approccio non sufficiente ed inadeguato rispetto alla situazione ambientale dove gli eventi climatici estremi sono sempre più intensi e frequenti ed i patogeni sempre più aggressivi e difficili da gestire.

Oggi è sempre più importante ragionare in termini di equilibrio delle colture anche per favorire l’aumento delle difese immunitarie e quindi permettere una miglior risposta alle malattie.

agricoltura ieri oggi

Equilibrio delle colture: il ruolo delle pratiche agronomiche

Il raggiungimento ed il mantenimento dell’equilibrio delle colture (pianta-terreno-ambiente) può essere favorito da alcune pratiche agronomiche che consentono condizioni di sviluppo ottimali per le piante limitando al contempo la proliferazione dei patogeni. Un esempio classico è testimoniato dalla sfogliatura della vite: è stata osservata una riduzione dell’incidenza di patologie fungine (come peronospora ed oidio) tra chi ha svolto quest’operazione in maniera adeguata e con le giuste tempistiche e chi ha trascurato o posticipato tale operazione. In seguito alla sfogliatura si creano delle condizioni sfavorevoli allo sviluppo dei patogeni, a causa di un microclima migliore per lo sviluppo delle colture ed al fatto che i fitofarmaci raggiungono con maggiore efficacia foglie e grappoli. In quest’ottica risulta fondamentale un’ottimale e razionale gestione agronomica che limiti gli eccessi di vigoria.

Con Bio Aksxter® interventi di difesa fitosanitaria e + efficacia

Negli ultimi anni molte aziende, in seguito ad una mancata o non corretta prevenzione e/o ad una gestione agronomica non adeguata, sono state maggiormente esposte a varie patologie.

Ad esempio nel caso di malattie fungine come la ticchiolatura del melo o la peronospora della vite la fase più importante è quella iniziale in quanto limitare le infezioni primarie, predisponenti alle infezioni secondarie (le vere responsabili dell’esplosione della malattia), determina un abbassamento importante in termini di danni causati dai patogeni. L’aggiunta di Bio Aksxter® ai trattamenti consigliati dai calendari di difesa fitosanitaria permette di limitare drasticamente importanti infezioni fungine, specialmente nel periodo estivo, grazie all’aumento delle difese immunitarie.

Le esperienze degli agricoltori che utilizzano Bio Aksxter® evidenziano una riduzione del numero complessivo degli interventi, con una media del 33% in meno nel caso del melo e del 40% in meno in viticoltura.

Fra le esperienze in frutticoltura segnaliamo il caso dell’azienda agricola Leonardelli Guido di Coredo (TN) che da anni utilizza Bio Aksxter® e dove è stato mantenuto un ottimo stato sanitario della coltura con una media di 9 trattamenti in meno rispetto alle altre aziende agricole della zona.

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Difesa fitosanitaria: riduzione dei dosaggi annuali

In base alla pericolosità delle malattie è possibile semplificare la difesa fitosanitaria. Un’attenta valutazione delle variabili agronomiche, ambientali e climatiche, rimane comunque strategica per il successo della coltivazione.

Le esperienze delle aziende agricole che da molti anni impiegano Bio Aksxter®, evidenziano inoltre una riduzione media nell’utilizzo degli antiparassitari, in termini di dosaggio, del 30%.

Nel caso dell’azienda agricola Moser Filippo e Giancarlo di Lavis (TN) a conduzione biologica, che da anni impiega Bio Aksxter®, si segnala una semplificazione della difesa fitosanitaria  sia in termini di riduzione dei trattamenti fitosanitari sia di dosaggio. Ad esempio, nell’annata 2017 si è registrato un numero inferiore di interventi rispetto alle altre aziende della zona sia nei vigneti di fondovalle (-30%) che in quelli di collina (-40%). L’uso limitato di rame metallo si è attestato inoltre a 1,7 kg/ha/anno, ben il 72% inferiore rispetto al limite annuale allora vigente (6 kg/ha/anno).

Attualmente con il Reg. CE 1981/2018 il limite d’utilizzo di rame in agricoltura biologica è stato abbassato a 28 kg di rame metallo nell’arco di 7 anni (in media 4 kg/ha/anno) destando non poche preoccupazioni soprattutto tra gli addetti del biologico.
L’utilizzo di Bio Aksxter® ha permesso di mantenersi abbondantemente al di sotto anche di questo nuovo limite imposto dalla legge, senza dimenticare i numerosi ulteriori benefici apportati come il disinquinamento dei terreni evitando così fenomeni di accumulo, il miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni, l’eliminazione dei residui dai prodotti agricoli.

grafico-Trattamenti-Fitosanitari-BioAksxter difesa fitosanitaria

Impiego-Rame-BioAksxter - difesa fitosanitaria

Soc. agricola Moser annata 2017. Per approfondire > visualizza il pdf della relazione tecnica

Difesa fitosanitaria: eliminare il rischio residui

L’introduzione di maggiori input in campagna aumenta anche il rischio di oltrepassare i limiti legali imposti dalla legge, soprattutto nel caso del biologico dove i limiti sono particolarmente restrittivi.

Per quanto riguarda le aziende orticole il problema residui è particolarmente sentito, soprattutto da quelle con accordi commerciali con la grande distribuzione (GDO). Specialmente all’estero è richiesta spesso una concentrazione al di sotto dei limiti legali e frequentemente non possono essere presenti più di 3-4 differenti tipologie di residui, indipendentemente dalla concentrazione. Per evitare tale rischio vengono impiegati prodotti fitosanitari a minor rischio di rilascio di residui, ma che presentano un’efficacia minore rispetto a quelli utilizzati normalmente. Nella difesa fitosanitaria di varie aziende agricole biologiche, varie esperienze dimostrano che impiegando regolarmente Bio Aksxter® con prodotti come olio di neem, Bacillus, bicarbonato, estratti vegetali e prodotti rameici, si mantengono le colture sane evitando il rischio di residui nei prodotti agricoli.

Sempre per quanto riguarda l’agricoltura biologica, un tema di stretta attualità è la contaminazione da fosfiti derivata dai principi attivi contenuti nei fitofarmaci, senza escludere la possibilità di contaminazione legata ai mezzi tecnici applicati in agricoltura, siano essi agrofarmaci o concimi: il rischio principale è legato alla perdita della certificazione.
Applicazioni regolari e costanti di Bio Aksxter® determinano l’abbattimento dei residui, come testimoniato dalle esperienze riportate.

Documenti utili:

ABBATTIMENTO DEI FOSFITI  > visualizza il pdf
ABBATTIMENTO DEI RESIDUI > visualizza il pdf

Difesa fitosanitaria nonostante la revoca di prodotti specifici

A volte purtroppo le sole “buone pratiche agronomiche” non si dimostrano sufficienti nel contenimento delle patologie.

In seguito alla revoca di numerosi prodotti specifici a causa della loro tossicologia, la difesa fitosanitaria si è rivelata per molti agricoltori sicuramente più complessa.
Nel caso delle colture orticole, ad esempio, il contenimento della peronospora nel basilico oltre alla Rhizoctonia nella lattuga, si è rivelato più semplice per gli utilizzatori di Bio Aksxter® rispetto ai non utilizzatori. La revoca di prodotti specifici ha permesso agli agricoltori che hanno impiegato Bio Aksxter® di mantenere la sanità delle colture, unita ad un’eccellente qualità delle produzioni, anche in fase di conservazione.

Difesa fitosanitaria contro i patogeni del terreno

Nel corso degli ultimi decenni specialmente nel settore orticolo, lo sfruttamento eccessivo dei terreni legato a ripetuti cicli colturali ha portato a fenomeni di stanchezza del terreno. La ridotta fertilità e la comparsa di nematodi hanno poi portato ad un abbassamento quantitativo, oltre che qualitativo, delle produzioni.

Per il problema dei nematodi in particolare per molti anni e, spesso tuttora, si è fatto (e si fa) ricorso a prodotti gassosi (inizialmente bromuro di metile e cloropicrina, per poi passare a 1-3 dicloropropene, metam sodio e metam potassio). Le fumigazioni dei terreni determinano una risoluzione della patologia nei primi cicli colturali, ma portano col tempo ad un impoverimento eccessivo del suolo, con una perdita di fertilità ed a una maggior recrudescenza delle patologie del terreno.

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Nematodi Galligeni in apparato radicale

L’utilizzo di Bio Aksxter® riequilibra progressivamente il terreno e riporta gli agenti patogeni al di sotto della soglia di danno, consentendo di coltivare senza più bisogno di sterilizzare. Nei suoli in cui la sterilizzazione è stata perpetrata per anni il riequilibrio può richiedere del tempo.

Nelle situazioni meno critiche invece l’utilizzo di Bio Aksxter® consente di riportare in breve tempo i patogeni del terreno sotto controllo, senza necessità di ricorrere ad altre pratiche. L’uso di Bio Aksxter® nei casi in cui siano presenti malattie del terreno ripristina la produttività dei terreni.

Semplificazione della difesa fitosanitaria: conclusioni

Diverse esperienze testimoniano come l’impiego di Bio Aksxter® permetta, assieme ad un’attenta valutazione agronomica (che tenga conto del potenziale di inoculo del patogeno e delle variabili agronomiche, ambientali, climatiche favorevoli alle malattie) la semplificazione della difesa fitosanitaria.

I principali risultati raggiunti, riguardano:

  • riduzione del numero di trattamenti
  • riduzione del dosaggio annuale con pieno rispetto dei limiti imposti dalle normative
  • eliminazione dei residui dai prodotti agricoli
  • mantenimento di un ottimo stato sanitario, nonostante la revoca di prodotti specifici
  • minore incidenza di danni da malattie del terreno e delle piante, con ripristino della produttività dei terreni

Fonte dati: ANDREA TURRI, Perito Agrario Enotecnico

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