Per aumentare di un 1% la sostanza organica del suolo occorrono decine di secoli, nei sistemi naturali delle foreste, figuriamoci in un terreno agricolo dove si immettono continuamente sostanze inquinanti. Il problema dei terreni stanchi, poi poveri ed infine sterili è il dramma della nostra epoca dove impera il male dell’inquinamento.

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I primi abitanti del pianeta, i microorganismi, sono i produttori di humus, quella sostanza che rende vitale un terreno e lo differenzia da quello sterile.

Ed è proprio qui che la scoperta del ricercatore Mendini ci illumina, perché è nel passaggio ancora oscuro alla scienza, quello della trasformazione dell’inerte in biomassa, che si spiega l’inizio della vita.

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Scambio tra inorganico e pre-organico (Microscopia)

Le creazioni delle sue formulazioni, sono la riproduzione del brodino primordiale da cui ebbe origine la vita che può essere innescata solo attraverso l’energia.

Infatti oltre 20 miliardi di anni fa, egli spiega, il pianeta era una massa incandescente (fuoco) con formazioni di nubi gassose (aria) cariche di acidi (acqua) che sotto forma di piogge incessanti riuscivano a sciogliere i primi strati di roccia lavica (terra).  Un continuo di fulmini (energia) caricavano la terra: è lì che è nata la prima forma di vita, piccole masse sferiche simile a batteri, evoluti poi in altri microorganismi.

Ma è l’intelligenza di quell’energia a fare la differenza, a creare poi la biodiversità sul nostro pianeta. Un intelligenza che si esprime in quello che lui chiama “il programma”. Il programma di ogni essere vivente, di ogni regno sia esso minerale, vegetale o animale, fino all’uomo.

Soil Health

Con l’energia, Mendini ha letteralmente fatto parlare quel fango primordiale ricostruito in laboratorio negli anni ’80, un programma sotto forma di pianta. Con l’energia, Mendini ha formulato soluzioni capaci di generare humus, di costruire un terreno. Da piante in un vaso di vetro con solo palline di gel idroretentore e la somministrazione di Bio Aksxter® abbiamo visto formata la terra. Una terra sana, senza cattivi odori, che dopo 15 anni consente ancora la vita vegetale.

I terreni ormai prossimi alla sterilità sono un altro segnale di una conseguente estinzione di massa, ancora una volta per cause antropiche. Eppure potremmo evitarlo, se imparassimo a pensare alle conseguenze delle nostre scelte.

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