Lotta alla Xylella Fastidiosa

Esiste una soluzione alla Xylella Fastidiosa? Come si combatte e come si previene? Approfondito il fenomeno della Xylella in Puglia nell’articolo precedente, Emergenza Xylella in Puglia, cerchiamo ora di analizzare le cause e di individuare i mezzi di prevenzione e una possibile soluzione.

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Purtroppo l’esperienza della Xylella ci ricorda che l’Italia è il paese dell’eterne emergenze. Ancora una volta, anziché affrontare le problematiche con senso di reale responsabilità, si preferisce rimandare senza mai prendere seriamente una decisione e continuando a rimanere sospesi. Tale responsabilità è sicuramente a carico delle istituzioni ma anche la comunità scientifica non sembra ancora aver dato risposte esaudienti.

Gli studi finora effettuati si sono concentrati sull’isolamento del patogeno e una possibile cura della Xylella Fastidiosa; poco si è fatto sulla prevenzione e sullo studio di cause e fattori predisponenti la malattia degli ulivi del Salento. Manca un approccio integrato al problema che analizzi le condizioni ambientali e stazionali in cui si è sviluppata l’epidemia; manca cioè un’analisi approfondita dell’agrosistema olivicolo pugliese.

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Qual è la vera causa della propagazione della Xylella?

Un sistema biologico è composto da una miriade di elementi (organici, chimici, fisici, etc.) tra di loro interagenti. Ogni fattore svolge un preciso ruolo biologico e nell’insieme formano un sistema complesso che tramite scambi, trasformazioni ed elaborazioni fornisce il necessario supporto trofico e nutrizionale agli organismi viventi dello stesso sistema. Se uno solo di questi componenti, per qualunque motivo, sparisce oppure muta forma o modo di interagire col resto degli elementi muta di conseguenza l’equilibrio dell’intero sistema.

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L’agroecosistema (ed il terreno in particolare) è un esempio di sistema biologico complesso. Alcune pratiche agronomiche oltre all’impiego massiccio della chimica di sintesi e dei pesticidi possono interferire sulla naturale complessità del sistema compromettendone la funzionalità. Ogni ruolo o posizione trofica all’interno dell’“organismo suolo” è stabilita da precise regole di convivenza biologica secondo dettami che solo la natura può programmare e mantenere nel tempo.

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E’ ormai indubbio che, per colpa dell’uomo e delle sue azioni, tale equilibrio è venuto a mancare alterando i naturali processi di scambio ecobiologico che avvengono tra suolo, pianta e aria. Quando un sistema si incrina e gli equilibri vecchi di miliardi di anni si rompono le ripercussioni sono inevitabili. Una situazione di squilibrio biologico porta con sé il picco di sviluppo di un organismo (leggasi Xylella e cicalina) a scapito degli altri e questo si verifica ogni qual volta la natura viene deviata dal suo normale decorso. Possiamo quindi affermare che picco di sviluppo equivale a patologia (leggasi CoDiRO) e, nei casi più gravi, epidemia. L’unica soluzione finora proposta, ovvero l’eradicazione totale delle piante malate e di quelle limitrofe, non può certamente risolvere il problema né tantomeno ripristinare gli equilibri naturali sconvolti per mano dell’uomo.

In questo caso la Xylella Fastidiosa ha colpito gravemente la produzione olivicola pugliese, domani potrebbero essere le vigne o gli ortaggi di chissà quale comprensorio. La soluzione alla Xylella e di tutte le altre patologie nasce dalla prevenzione e dalla rigenerazione del terreno con l’impiego di mezzi tecnici atti ad incrementare la soglia di resistenza delle coltivazioni.

Mezzi di prevenzione nei confronti della Xylella fastidiosa

Prevenzione significa preservare la funzionalità della componente terricola utile per rendere più funzionali i processi vitali dell’agrosistema con lo scopo principale di garantire un’adeguata produzione di cibo sano, buono e disponibile per tutti.

Prevenzione significa incrementare la naturale complessità del sistema pianta-suolo in modo da evitare dannosi picchi di popolazioni di patogeni (funghi, virus o batteri) e consentire la miglior risposta autoimmunologica da parte delle stesse piante coltivate.

E’ questa l’azione di Bio Aksxter®, la cui tecnologia coniuga le necessità produttive del sistema agricolo moderno con la fondamentale necessità di mantenere, elevata e a lungo, la potenzialità agronomica dello stesso sistema. Grazie alla sua azione specifica di riequilibrio della componente microbiologica presente nel terreno e di incremento delle difese autoimmunitarie dei vegetali.

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La soluzione alla problematica della Xylella

La tecnologia Bio Aksxter® ricrea le condizioni ambientali ottimali per il miglior sviluppo delle coltivazioni; a prescindere dal metodo colturale (convenzionale, integrato, biologico, sinergico o biodinamico) favorisce il raggiungimento dei massimi risultati produttivi preservando le caratteristiche intrinseche dell’agroecosistema.

Considerando la gravosità della patologia in atto, ancor più necessario sarebbe intervenire in maniera tempestiva, attivando un protocollo scientifico che la AXS M31, ancora una volta grazie al ricercatore Alessandro Mendini, è in grado di sviluppare assicurando una celere risoluzione della problematica della cosiddetta Xylella Fastidiosa ed il riscontro dei benefici entro 6-8 mesi.

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