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BioAksxter®

Ricercatore Alessandro Mendini | L'innovazione

Le formulazioni Mendini dal 1981 ad oggi


Alessandro Mendini è il ricercatore che ha elaborato la tecnologia innovativa disinquinante Bio Aksxter®, grazie alla quale è possibile rigenerare le strutture vitali di piante e terreni, potenziare la naturale crescita delle piante e ottenere prodotti agricoli salubri.
L’impegno di una vita per il progresso planetario, un miglioramento continuo per l’agricoltura, l’ambiente e la salute dell’uomo.

ricercatore alessando mendini

Alessandro Mendini: la ricerca sulle energie dal 1978 al 2019
Il seguente documento riporta i passaggi salienti dal 1978 al 2019, anno in cui il ricercatore Alessandro Mendini, giunto all’apice della sua ricerca, dati i fatti avvenuti, lascia a Zambanini Silvana, titolare della AXS M31 di Zambanini Silvana: la sua ricerca, le formulazioni per la produzione dei fertilizzanti disinquinanti Bio Aksxter® e la formulazione per la produzione del decontaminante Almen XM236, nonché le modalità di mantenimento delle strumentazioni storiche, testimonianza del suo passaggio su questo pianeta.

Una parte dell’evoluzione della ricerca Mendini

Nella seguente testimonianza una parte dell’evoluzione della ricerca Mendini.
Sulla base della documentazione relativa all’anno 2000, riguardante le prove eseguite dall’Università degli Studi di Catania, Dipartimento di Scienze Chimiche, Laboratorio di Biochimica, il ricercatore Alessandro Mendini dichiara che la formulazione del prodotto attuale è stata progressivamente migliorata ed aggiornata secondo i parametri delle condizioni ambientali in essere. Inoltre, ad essa è stato aggiunto il Molibdato di Sodio nella misura del 7-8,5% per ottenere una Soluzione di concime a base di molibdeno (sodio) al 3% il cui uso è "consentito in agricoltura biologica".

Università degli studi di Catania - Dichiarazione del Prof. Giuseppe Lazzarino, Dipartimento di Scienze chimiche, Laboratorio di Biochimica
Sulla base della composizione chimica, esclusivamente costituita da microelementi fondamentali per favorire l’accrescimento vegetale, è che rivela l’assenza di composti organici e la bassa concentrazione di ioni inorganici potenzialmente inquinanti (eutrofizzazione delle acque interne e marine da eccesso di fosfato inorganico), si evince che l’utilizzazione del composto risulta particolarmente indicata per l’agricoltura biologica. L’applicazione del composto in coltivazioni biologiche ha un’ulteriore forte indicazione perché il suo uso costante, migliorando il metabolismo energetico vegetale e rafforzando le difese delle piante, riduce significativamente il numero di trattamenti con antiparassitari di uso comune.
Università degli studi di Catania - Pomodoro
Documentazione relativa all’anno 2000, riguardante le prove eseguite dall’Università degli Studi di Catania, Dipartimento di Scienze Chimiche, Laboratorio di Biochimica: valutazione dell’attività del composto sulla produttività di piante di pomodoro. Cultivar Italpeel, Fuego e Roma.
I dati riportati nella presente relazione conclusiva, relativa allo studio sperimentale condotto per valutare l’efficacia del composito, ha dimostrato inoppugnabilmente che il trattamento regolare alle dosi consigliate con il prodotto oggetto di studio provoca un miglioramento talmente rimarchevole della produttività di piante di pomodoro tanto da raddoppiare la produttività stessa, rispetto a ciò che si è osservato in piante di controllo.
Università degli studi di Catania - Frumento
Documentazione relativa all’anno 2000, riguardante le prove eseguite dall’Università degli Studi di Catania, Dipartimento di Scienze Chimiche, Laboratorio di Biochimica: valutazione dell’attività del composto sulla produttività di piante di frumento, tipo Maestra, Nobel, Mieti e Serio.
Il confronto di tutti i tipi di frumento utilizzati e trattati con il composto rispetto a quelli senza alcun trattamento, dimostra l’efficacia del composto allo studio che si traduce in un aumento della resa produttiva dell’ordine del 25-30% in termini di granella e del 10-15% in termini di paglia.
Appare giustificato l’utilizzo del prodotto in coltivazioni estensive di frumento, non ultimo perché l’uso di questo composto ha, sulla base della sua composizione chimica accertata nei nostri laboratori, un impatto ambientale molto più favorevole rispetto ai concimi e fertilizzanti di uso comune.
Università degli studi di Catania - Relazione sulla composizione
Il composto si è dimostrato capace, come dalla relazione effettuata dalla Dr.ssa Barbara Tavazzi e dal Dr. Guido Rasi, di stimolare la crescita di una coltura sperimentale di piante ornamentali di Ibiscus.
In base a tali risultati, si è perciò ritenuto opportuno provvedere alla determinazione quantitativa dei principali composti inorganici che risultano di utilità per accrescimento vegetale.