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Prato verde tutto l’anno: come mantenerlo

Prato verde tutto l’anno: come mantenerlo

04 febbraio 2020 - BioAksxter®

È bello camminare e stendersi su un prato verde, sentire l’odore dell’erba appena tagliata e giocare coi propri figli all’aria aperta. Ma vi siete mai chiesti cose c’è dietro al mantenimento di un prato verde? Ottenere un prato dal colore verde intenso, evitando la comparsa di chiazze giallastre, garantirne l’uniformità e la resistenza agli stress non è affatto semplice…

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Il tappeto erboso non solo è il grande protagonista di parchi e giardini, anche molti sport vengono giocati sull’erba (calcio e rugby su tutti, ma non dimentichiamo golf, hockey su prato, football americano, baseball). Cosa sarebbero questi sport senza l’erba? Dove si giocherebbero? E non dimentichiamo poi il tennis: Il Torneo di Wimbledon è considerato il torneo più prestigioso dagli addetti ai lavori… e si gioca proprio sull’erba!!!

Prato verde: finto o naturale?

Negli ultimi anni è sempre più difficile ottenere un prato verde ed uniforme, senza zolle. I principali fattori limitanti sono legati a:

  • Condizioni climatiche. Siccità, mancata irrigazione, radiazione luminosa troppo scarsa o troppo intensa e basse temperature possono portare a disseccamento dell’erba con presenza di zolle e mancata uniformità
  • Elevato calpestio o schiacciamento. Le aree più colpite presentano inizialmente una colorazione giallastra, una crescita stentata dell’erba, fino ad arrivare all’assenza completa di vegetazione
  • Tempo necessario alla manutenzione. Maggiore sarà l’area dedicata al prato verde e maggiore sarà la necessità di tempo, oltre a quella di personale specializzato

Per questi motivi che rendono difficile la manutenzione in alcune aree, sia a livello residenziale ma anche a livello sportivo, si è preferito optare per un prato artificiale con la cosiddetta erba sintetica, detta comunemente anche “erba finta”, costituita da un fondo in lattice, sul quale troviamo fili d’erba in polietilene con uno spessore molto sottile (circa 1 mm).

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Erba sintetica

Vi sono anche dei prati artificiali “profumati”. Questi vengono precedentemente trattati con delle essenze ed a volte contengono dei fili in erba vera, in modo da replicare l’odore dell’erba naturale. L’erba sintetica è sempre più simile visivamente all’erba naturale, anche se permangono diversi punti critici. I vantaggi principali sono legati al minor tempo ed al minor costo di gestione (non sono necessari interventi di fertilizzazione, così come di irrigazione e di taglio dell’erba).
D’altro canto però va prestata attenzione alla pulizia, soprattutto nel caso siano presenti degli animali domestici. Vi è la possibilità di praticare anche delle irrigazioni con tale scopo ed esistono inoltre dei disinfettanti appositi per ridurre la carica dei germi. La superficie risulta più abrasiva dell’erba naturale ed in caso di caduta è possibile procurarsi delle “bruciature” o delle ferite. In ambienti particolarmente caldi, inoltre, il prato sintetico riscalda molto più velocemente dell’erba naturale, essendo in materiale plastico. E non dimentichiamo l’odore dell’erba appena tagliata, cosa che dobbiamo scordarci nel caso dei prati artificiali. Basti pensare che una volta fu chiesto a Dino Zoff (portiere della nazionale di calcio campione del Mondo nel 1982) a pochi anni dal ritiro, cosa gli mancasse maggiormente della vita sul campo e questi rispose chiaramente: “L’odore dell’erba”.

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Torneo di Wimbledon: sono ben visibili le chiazze marroni, nelle aree maggiormente calpestate dagli atleti e dai raccattapalle. Due settimane di torneo sono sufficienti al danneggiamento del manto erboso, nonostante uno staff di giardinieri impegnato tutto l’anno nella manutenzione.

Prato verde naturale: tipologie di manti erbosi e prato a rotoli

Per quanto riguarda la classificazione dei tappeti erbosi (o prati rasati o pelouse) questi vengono distinti in:

  • prato rustico, quando richiede poca manutenzione
  • prato ornamentale, presente in giardini pubblici e privati, molto resistente al calpestio
  • prato sportivo, con erba molto fitta e specie dalla foglia molto sottile al fine di permettere una rasatura ottimale
  • prato inglese, ovvero un prato composto da una sola specie di erba. Richiede maggiore manutenzione ed un’irrigazione costante durante tutto il ciclo vegetativo

I prati inglesi sono i prati la cui cura richiede il maggior impegno, oltre ad una certa esperienza. In molti casi è possibile trovare i cosiddetti miscugli, nei quali sono contenuti semi appartenenti a diverse specie vegetali, con percentuali illustrate in etichetta.

In altri casi sul terreno nudo anziché la semina è possibile utilizzare il cosiddetto prato a rotoli (o prato a zolle). Una volta che questo è attecchito, la sua gestione e manutenzione è simile a quella di un prato verde classico. Nella fase iniziale è necessario sicuramente un maggior investimento in termini economici, ma l’installazione risulta più veloce rispetto alla semina, dato il tempo necessario alla germinazione dei semi ed alla crescita dell’erba. Va posta particolare attenzione per quanto riguarda l’irrigazione, in modo da limitare lo stress da trapianto e favorire l’attecchimento. La gestione delle infestanti risulta facilitata rispetto ad un prato seminato ed è possibile installarlo anche su terreno non pianeggiante. Spesso negli impianti sportivi viene impiegato proprio per la sua rapida installazione e per la possibilità di garantire una maggiore uniformità rispetto alla semina.

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Posa in opera di un prato a rotoli

La gestione del prato verde naturale

Mantenere il prato verde, soprattutto in certi periodi dell’anno, non è affatto semplice. Il tempo necessario alla gestione di parchi e giardini è ovviamente legato alla superficie coltivata. Nelle aree sportive e nei parchi vengono spesso utilizzate delle macchine specifiche per l’esecuzione delle lavorazioni.

Ma quali sono le lavorazioni principali nella gestione del prato verde?

Il taglio dell’erba è sicuramente la prima lavorazione che passa nella nostra mente quando pensiamo a prati e giardini. Ma ogni quanto è necessario tagliare? Qual è l’altezza di taglio ottimale? Il clima e l’ambiente in particolare influenzano molto la crescita delle nostre specie. Il primo taglio, cioè quello che segue la semina delle nuove piantine, va fatto a un’altezza di otto, massimo dodici centimetri dal suolo. L’altezza di taglio ottimale si attesta mediamente attorno ai 4 cm e si consiglia inoltre di non tagliare l’erba oltre un terzo della sua lunghezza. Nei periodi di maggior crescita (fine primavera-estate) sarà necessario tagliare l’erba almeno una volta alla settimana. In altri periodi è invece possibile effettuare il taglio mantenendo intervalli di tempo più lunghi. L’ultima rasatura va fatta verso la fine dell’autunno (novembre-inizio dicembre). Si consiglia, nel caso dell’ultimo taglio annuale, di non tagliare l’erba troppo bassa, per limitare eventuali danni da gelo sul prato.

La scarificazione è l’operazione che consiste nell’eliminare il cosiddetto strato di feltro che si è depositato sul suolo. Il feltro è composto da residui di sfalcio, erba secca, oltre che da eventuale muschio. Si consiglia di eliminare il feltro in modo da permettere una crescita ottimale dell’erba, aiutando a limitare la comparsa di malattie.

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Taglio dell’erba in un campo da golf

Per l’eliminazione del muschio è possibile agire somministrando composti a base di ferro, come ad esempio il solfato ferroso. I periodi più adatti alla sua distribuzione sono l’autunno e la primavera. Questo composto, distribuito una volta all’anno, in primavera o in autunno, fa progressivamente seccare il muschio, il quale imbrunisce nell’arco di un paio di settimane e che andrà poi rimosso con un rastrello.

L’irrigazione è una delle operazioni più importanti per il mantenimento ottimale di prati e giardini. Una buona irrigazione consiste nel fornire un volume equilibrato d’acqua, né in difetto né in eccesso: il rischio di siccità da una parte e di ristagni idrici dall’altra sono delle grosse minacce per il mantenimento del manto erboso. La quantità d’acqua da impiegare è legata a differenti aspetti, tra cui la tessitura del terreno, che influenza la capacità di trattenimento dell’acqua e di conseguenza del drenaggio della stessa, oltre che alla tipologia di specie presenti, le condizioni climatiche, intensità e frequenza delle precipitazioni.

L’arieggiatura è un’operazione che permette il drenaggio dell’acqua. Nel caso di terreni poco drenanti i ristagni idrici possono favorire l’insorgenza di malattie fungine. Nel corso del periodo autunno-invernale la presenza di acqua è molto pericolosa: in caso di congelamento potrebbero verificarsi danni importanti all’erba, con un danneggiamento sia dell’apparato fogliare che di quello radicale.

La trasemina consiste nell’effettuare, nelle zone dove l’erba è mancante, la semina di nuove piante. Per garantire l’uniformità del “manto erboso” si consiglia di seminare lo stesso miscuglio impiegato per la prima messa a dimora del prato. Nel caso vi siano degli avvallamenti o buche è necessario procedere alla cosiddetta operazione di top-dressing, un’operazione necessaria ad esempio nella gestione dei campi da golf. Prima di seminare è necessario in questo caso portare a livello la superficie del suolo.

Nel caso sia necessario rinnovare un’ampia area in tempi rapidi si opta normalmente per il prato a rotoli. Tale operazione è detta rizollatura. Viene eseguita spesso nei campi da calcio, dove non è possibile (per ragioni di calendario) attendere i tempi naturali della semina.

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Lavori di rizollatura presso uno stadio

La gestione delle infestanti, sia monocotiledoni (es. Poa annua, Cynodon dactylon, Digitaria sanguinalis), sia dicotiledoni (es. trifoglio, tarassaco, centonchio) è anch’essa importante nella gestione di un prato verde. Nelle superfici più ampie vengono spesso impiegati diserbanti: ad esempio nel caso delle monocotiledoni, o infestanti a foglia stretta, vengono impiegati diserbanti anti-germinello, mentre per quanto concerne le dicotiledoni è possibile utilizzare dei diserbanti selettivi. Per piccole superfici è possibile invece intervenire manualmente.

Anche prati e giardini risultano soggetti a malattie che possono complicarne enormemente la manutenzione. Per quanto riguarda le malattie fungine ricordiamo: Pythium (Pythium aphanidermatum), ruggine (Puccinia spp.), macchia bruna (Rhizoctonia solani), filo rosso (Laetisaria fuciformis), macchie fogliari (Drechslera poae), marciume rosa invernale (Microdochium nivale), macchie a dollaro (Sclerotinia homeocarpa).

Per quanto riguarda gli insetti i danni maggiori sono causati dalle larve di nottue (scavatrici di gallerie), maggiolini e curculionidi (divoratori di radici), tipule.

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Prato verde danneggiato da funghi del genere Phytium

I risultati ottenuti con BioAksxter®

Nel corso degli anni 2015-2016, il professor Luigi Campanella dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” ed il settore di Ricerca Sperimentale nel campo delle strutture vitali dei vegetali della AXS M31 hanno condotto una serie di test respirometrici ed analisi di confronto tra terreno trattato con BioAksxter® e non trattato in cui era stata seminata la stessa specie erbacea. La tecnica della respirometria permette di stimare l’attività metabolica di piante, animali, tessuti, microrganismi, anche all’interno di matrici eterogenee (es. suoli, reflui, etc.).
Nel caso del terreno trattato con BioAksxter® il coefficiente di ossidabilità misurato è stato di 1,6 x 10-5 gO2/s (grammi di ossigeno al secondo) rispetto a 1,2x 10-5 gO2/s nel caso del testimone non trattato. L’aumento del coefficiente di ossidabilità testimonia una maggiore attività respiratoria da parte del suolo e di conseguenza delle piante, che si traduce a livello pratico in una maggior capacità di difesa nei confronti di stress chimici e climatici. Nel corso del ciclo, inoltre, il coefficiente di ossidabilità si riduce progressivamente (nel caso del terreno non trattato) come testimoniato dall’andamento discendente della curva respirometrica, mentre nel caso del terreno trattato il coefficiente di ossidabilità rimane costante.
Sono state svolte anche delle misure relative al peso dell’erba sottoposta a trattamento. Si è registrato un aumento di peso (fino al 120%) nel confronto tra la tesi trattata ed il testimone, a dimostrazione di un incremento dell’attività vegetativa delle specie.

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Misurazione con Ossimetro

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BioAksxter® Campi da Golf: soluzione ottimale per aree sportive ed aree verdi

Per la gestione del tappeto erboso, AXS M31 produce una formulazione specifica per la manutenzione dei campi da golf da utilizzare anche in altri contesti sportivi così come nella produzione dei prati a rotolo e nella realizzazione e manutenzione di aree verdi, parchi, giardini, manti erbosi, verde pensile e verticale.

Con BioAksxter® M31 Campi da Golf si limita notevolmente l’incidenza di malattie oltre che di stress climatici (siccità, gelo, danni da grandine) ed agenti inquinanti (es. piogge acide).
L’utilizzo di questo fertilizzante nella manutenzione delle aree verdi molto frequentate costituisce il vantaggio concreto di ottenere una disinfezione naturale dell’area interessata, contrastando l’ingresso dei patogeni e preservando anche le zone non abitualmente trattate da focolai infettivi potenzialmente espandibili.

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BioAksxter® M31 Campi da Golf

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