Silicio come nutrizione delle piante, silicio come semiconduttore
È lunga, profonda, complessa la storia delle formulazioni magnetiche BioAksxter®. Ed è come un cristallo, ha mille sfaccettature. Perciò scrivo partendo da punti diversi e questa volta dal silicio.
Se Antoine-Laurent Lavoisier è considerato l'iniziatore della chimica moderna per aver intuito che tutte le sostanze sono combinazioni diverse di pochi elementi, possiamo considerare Alessandro Mendini come l’iniziatore della bioelettronica subatomica liquida. Certo Mendini è un milione di cose e di lui forse un giorno scriverò la storia, ma oggi voglio soffermarmi su questo aspetto, proprio partendo dal silicio e dalla sua struttura cristallina. Silicio come nutrizione delle piante, silicio come conduttore.
Silicio come materia, silicio come energia, i due lati della medaglia
Il ruolo basilare del silicio nella conversione e gestione dell’energia è noto da tempo. Grazie al silicio è possibile trasformare la luce solare in calore (pannelli solari) o la luce solare in energia elettrica (pannelli fotovoltaici) o creare transistor ed altri componenti miniaturizzati (microchip, microled, sensori, ecc.) capaci di elaborare informazioni ed alimentare dispositivi elettronici come cellulari e computer, ma anche gestire macchine e processi in maniera automatica (automazione industriale, meccatronica, robotica).
Sebbene la tecnologia abbia fatto passi da gigante, la capacità di governare flussi di energia non è ancora una proprietà del potere umano, mentre è nel potere della natura. Ciò che avviene in un ecosistema, ad esempio, o in una pianta nella gestione della radiazione solare (accelerazione o decelerazione della fotosintesi) o nel nostro pianeta che alimentandosi di flussi di energia nel contempo li trasmette al vivente.
Se l’erudizione passa dal “tutto scorre” di Eraclito (Panta rhei) al “tutto si trasforma” di Lavoisier, è bene affrettarsi fino alla dinamica dei flussi magnetici di Mendini perché sono trascorsi 2500 anni e… “tutto può svanire”. Non solo una sensazione, ma un evento tangibile.
Conducendoci nella dimensione subatomica, Alessandro Mendini, per dirla filosoficamente, ci condanna all’impermanenza liberandoci dalla morte, un passaggio che traghetta l’umanità abituata a misurarsi con il materialismo. Una delle cose che mi colpì fu proprio la sua affermazione “a quattro anni luce la materia scompare…”.
I mille volti del silicio
Il silicio lo troviamo sotto forma di elemento, sostanza, composto, materia e materiale. Dunque, il silicio ha mille volti. La struttura cristallina del silicio caratterizza conduttori e semiconduttori, serve alla gestione dei flussi energetici ma può servire, come Mendini insegna, nella costruzione dei flussi magnetici per i programmi della materia. Infatti, il silicio è presente in natura come componente minerale di silice e silicati, ma lo ritroviamo anche nei vegetali, nei cereali e nella frutta ed in forma organica nelle ossa, nelle cartilagini e nei tessuti (collagene, elastina).
Il silicio è ovunque e nell’intero scibile umano. Lo troviamo nel nero lucido dell’ossidiana, nei colori cangianti dell’opale, nella trasparenza del vetro ricavato dalla sabbia, nel movimento degli orologi al quarzo, nella scintilla degli accendini per fornelli ed in infinite altre funzionalità. Lo ritroviamo, a partire dallo sviluppo del mondo digitale fino a quello dell’intelligenza artificiale, nella sua capacità progettuale che sempre più assottiglia il confine fra materia ed energia, ed oltre, nell’accesso ai regni dimensionali, dove si creano i programmi vitali. È il caso di Alessandro Mendini e delle sue cariche magnetiche idro-compresse computerizzate. Una scienza di frontiera di cui le piante non chiedono spiegazioni.

Silicio come nutrizione delle piante
Le “cariche magnetiche idro-compresse computerizzate” oltre ad identificare la tecnologia avanzata applicata alla produzione dei fertilizzanti biologici disinquinanti BioAksxter® aprono una disquisizione per quanto riguarda la nutrizione delle piante. È bene distinguere, lo ripeto ancora una volta, l’apporto di sostanze dall’apporto di energia. Una visione necessaria per l’agricoltura, la quale nonostante siano trascorsi decenni si è dimostrata incapace di valutare ed assumere, se non altro per scongiurare il collasso dei terreni agrari. Favorire l’accumulo di sostanze nei terreni e comprometterne gli equilibri biologici è cosa ben diversa dalla nutrizione delle piante. Vale anche nel caso del silicio.
Cosa ignorano agricoltori ed esperti:
- Le piante non hanno bisogno di sostanze elaborate chimicamente ovvero sintetiche (create in laboratorio), ma di energia con la quale programmare crescita e sviluppo, ricavando le sostanze naturali di cui abbisognano, ossia di processi biochimici naturali (v. fotosintesi: sole>zuccheri, amidi ecc.).
- Il silicio naturale non è quello di sintesi. La trasformazione del silicio minerale (inorganico) in silicio organico è prerogativa della Natura (ad opera di batteri e piante).
- Rendere biodisponibile/biologicamente disponibile/biologicamente attivo/assimilabile il silicio nella nutrizione vegetale significa sottoporlo a processi chimici.
- La pianta per nutrirsi deve mineralizzare ogni sostanza ossia trasformare le sostanze organiche in inorganiche. Quindi per assorbire il silicio nell’unica forma direttamente assimilabile (acido monosilicico o orto silicico, Si(OH)4 ovvero H4SiO4), così come ogni altra sostanza organica, la pianta consuma energia che sottrae alle proprie riserve e agli altri processi vitali. E certamente ciò non favorisce la resistenza agli stress o altre attribuzioni di carattere commerciale.
- La nutrizione delle piante con sostanze ricavate da processi innaturali con lo scopo di aumentare le rese, va a scapito della qualità dei prodotti agricoli e del deterioramento della qualità dei suoli nei quali si accumulano le sostanze non trasformate o tossiche.
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Energia + Programma è la formula mediante la quale le piante elaborano ed assorbono le sostanze di cui abbisognano come elementi essenziali o componente strutturale, ad esempio il silicio negli steli delle graminacee. Ecco perché con BioAksxter® i fenomeni di allettamento sono risolti. Oltre all’aumento della resistenza agli stress abiotici, per la stessa formula il ruolo attivo di BioAksxter® è rilevato nell’aumento della resistenza ai patogeni.
La programmazione naturale dei processi vitali è un indice sconosciuto alla scienza agronomica che arranca sui diversi meccanismi coinvolti nelle specie.

In foto: Il ricercatore Alessandro Mendini durante una microscopia sulle strutture cristalline
Silicio come semiconduttore
Ecco il Silicio, nella microscopia delle cariche magnetiche sotto forma di strutture cristalline polimorfiche che si vedono apparire e poi sparire, in una sorta di danza fra materia ed energia. Una continua trasformazione, espressione della vita.
La dinamica fra invisibile e visibile è ciò che ho maggiormente ricercato in tutti gli anni della mia attività artistica e più tardi riscontrato con l’evoluzione della ricerca Mendini.
Recentemente, in laboratorio stavo esaminando un vetrino al microscopio delle cariche magnetiche che caratterizzano il BioAksxter® ed osservavo la formazione delle strutture cristalline. Ho parlato spesso delle formulazioni magnetiche BioAksxter® come “energia in forma liquida” e della loro capacità di mettere a disposizione della pianta quantitativi di energia utile per i processi vitali pari a 7.6 GigaWatt/mm3. Dimensioni che generano dimensioni. Queste strutture cristalline sono differenziate in base ai programmi, tra esse di grande fascino i “memorini”, cristallini che conservano la memoria fin dalla materia primaria originale o materia primordiale (ne ho parlato nell’articolo “Recovery: il processo di risanamento della pianta”).
Quel giorno mentre osservavo l’accrescimento delle strutture cristalline, mi soffermai sulla geometria di una struttura all’interno di un cristallino. Rammentai le parole del ricercatore Mendini:” Il silicio è legabile a tutti i minerali, è anche base dell’energia e il miglior conduttore trasmissivo. Servono oltre 100.000° per trarne l’essenza… i migliori diamanti non li raggiungono.”
Mentre quelle parole risuonarono in me, prima nacque la domanda “cosa intendeva per conduttore trasmissivo” e subito trovai la risposta “conduttore sta per il mezzo che consente la propagazione del segnale nella banda terrestre (planetaria), non certo un cavo di rame o una fibra ottica” … e fu tutto un’accelerazione nella mia mente, in due secondi passai dal cronovisore di Padre Ermetti (il database dell’Universo) fino ai wafer di silicio.”
Immagine a sx: Vetrino da microscopia delle cariche magnetiche idro-compresse computerizzate che caratterizzano le formulazioni BioAksxter®. Particolare della struttura cristallina formata dal silicio, energia utilizzata dalla pianta nei vari passaggi trasformativi (es. da inorganico a organico).
Immagine a dx: wafer di silicio, dischi di materiale semiconduttore usati in microelettronica per realizzare circuiti integrati (es. chip di intelligenza artificiale). Sono usati in tutti i settori dai televisori ai computer, dagli smartphone alle automobili.
È detto wafer il substrato formato da un composto di silicio con un elevato grado di purezza, dove gli atomi sono disposti ordinatamente in un reticolo monocristallino. Si ottiene attraverso una tecnica che lo fonde a temperature elevatissime ed è un materiale artificiale che costa molto produrlo.
Cosa hanno in comune questo cristallo naturale di silicio (a sx) ed il wafer di silicio (base per il microcircuito elettronico a dx)? In entrambe i casi, il flusso di energia e la relativa capacità di memoria, proprietà del minerale utilizzate sia nei processi elettronici che nei processi vitali di pianta e terreno. Afferma in tal senso Mendini “la pianta è bioelettronica”.
Aggiungo che la base della vita attribuita al carbonio. per via della stabilità delle catene molecolari che consentono le trasformazioni biochimiche, va ora restituita al silicio non perché è l’elemento secondo per abbondanza nella crosta terrestre, ma perché è proprio nel silicio che nascono tutti i programmi.
A monte di ogni possibile attribuzione gerarchica, come quella primaria del carbonio nella formazione di elementi costitutivi per la vita, e come Mendini ci insegna, è tempo per la Scienza di riconoscere che l’origine della vita va attribuita a “Energia + Programma”.
Dunque, anche per quanto riguarda la vita dei vegetali e nello specifico il programma bioenergetico della fotosintesi, il principio della vita sta proprio in “Energia + Programma”. In tal senso è il silicio ad avere una funzione primaria e non la clorofilla.

La struttura cristallina del silicio
La trasformazione dell’energia in materia organica è opera delle strutture cristalline (inorganico). Avviene mediante una trasmutazione atomica-nucleare che comporta l’utilizzo di enormi quantità di energia ed il Silicio ne è il capostipite. Il Silicio è l’Adamo cosmico della vita. Colui che dal respiro cosmico ha dato vita alla materia inorganica e dalla cui costola, ovvero l’inorganico, ha dato vita alla materia organica (Eva, intesa come madre del vivente).
Come valenza scientifica, ricordo lo studio del ricercatore Alessandro Mendini che in laboratorio ancora nel 1983 ricostruì “la prima pianta”, appunto traendola da minerali silicei sciolti attraverso un flusso magnetico di alta potenzialità. Ed il primo suono fu un “Siiiiiii”, Si come il simbolo dell’elemento chimico del silicio, Si come la radice del termine che significa appunto “pietra dura”.
E dalla pietra, memoria espressa che la Terra conserva, le strutture cristalline si trasformano in terra fertile… così BioAksxter®. Così opera la Natura, così la Natura insegna.
Dalle pietre poste a terra come linee di calcolo dell’abaco, ai blocchi di pietra di Stonehenge, alla galena per le ricezioni radio, ai componenti minerali delle valvole termoioniche, al silicio dei transistor fino alla leggendaria Silicon Valley, l’uomo ed i suoi circuiti risonanti non hanno forse sempre preso voce dalla Natura?
E ora, l’intelligenza artificiale, chiusa su sé stessa, sempre più veloce ma incapace di uscire dai propri limiti, non riflette forse la crisi contemporanea umana sempre più relegata all’energia grossolana del denaro e sempre più distante dalla sua fonte?
Eppure, proprio il silicio, come ad esempio un cristallo di quarzo, può farci comprendere che la vita non va confinata sulla Terra. Può farci comprendere che bisogna conoscere il tipo di energia e, come il cristallo, bisogna saperla selezionare. E così, come l’esperimento Mendini dimostrò, che l’esaurimento dell’energia comporta la fine del programma.
Silicio dallo Spazio
Fu C. Louis Kervran negli anni ’30 del secolo scorso con i suoi studi sulle trasmutazioni biologiche a bassa intensità (energia debole o forza nucleare debole che agisce sulle particelle elementari e determina la radioattività naturale) ad ipotizzare che la vita sul pianeta fosse stata portata dalla Spazio tramite la silice attiva, non quindi il pulviscolo cosmico (panspermia).
Definito “pseudoscienziato”, le sue teorie furono rifiutate e rimosse salvo poi, troppo tardi, qualcuno che avesse riconosciuto in lui il precursore della bio-fisica nucleare.
Ma non sarebbe certo il primo o l’unico caso in cui una scoperta non abbia ricevuto la giusta considerazione ed il giusto riconoscimento. La storia insegna, ed in tale storia la più sorprendente è quella del ricercatore Alessandro Mendini. La sua “scoperta dell’energia” coinvolge tutti i livelli del sapere e va a monte dell’origine della materia, la quale non è certo datata 13,77 miliardi di anni.
Ora però il nostro sguardo non deve andare alla ricerca di forze o sostanze primordiali da cui tutto origina, siamo chiamati a pagare un prezzo sconvolgente perché non abbiamo saputo fare ciò che la Natura ci chiedeva. Proprio per questo Mendini non ha scritto teorie, ma “ha fatto” qualcosa di concreto per la nostra vita.
E concludo con quest’altra mia riflessione: “Il ‘900 ha portato nuove menti in molti campi per aiutarci ad interpretare la vita, gli anni 2000 richiedono una nuova scienza per salvarla.
Dalla scienza alla coscienza, è il passo richiesto per l’evoluzione.”