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Evoluzione e trasformazione delle malattie delle piante

Evoluzione e trasformazione delle malattie delle piante

24 settembre 2026 - Silvana Zambanini

Le malattie sono alterazioni delle dinamiche di vita degli organismi viventi.

Come tutte le malattie, le malattie delle piante evolvono e si trasformano. Sono processi dinamici e continui che i patogeni mettono in atto nei confronti delle difese naturali delle piante e della loro genetica. 

Le malattie irrompono o subentrano lentamente, proprio come dei ladri che per appropriarsi dei beni altrui in qualche modo devono infrangerne le difese. Così i patogeni, mutano adattandosi alle nuove condizioni. Si appropriano e si nutrono dell’energia della pianta trasformandola per la loro sopravvivenza, sviluppano nuove varianti in grado di infettare varietà vegetali precedentemente resistenti, formano nuove combinazioni di patogeni, diventano resistenti anche agli agrofarmaci.

Queste malattie causate da agenti esterni (i patogeni sono batteri, funghi, virus, parassiti, ecc.) vengono classificate come fitopatie. Si differenziano dalle fisiopatie, alterazioni di natura fisiologica causate da stress ambientali o nutrizionali.
L’indebolimento di un organismo lo espone alle une e alle altre, per cui spesso fitopatie e fisiopatie risultano presenti contemporaneamente. 

Patologia vegetale: malattie e difesa delle piante

Sebbene difesa e adattamento siano considerati fattori evolutivi, l’agricoltura non può affidare passivamente ai “ladri” di turno l’intero ambiente.

Fare agricoltura richiede una visione generale, dalla vita planetaria ai fenomeni interconnessi, che deve maturare al di fuori di un metodo di coltivazione o di una indicazione agronomica, vetusti, rigidi e non aperti ad un continuo processo adattativo. Ecco come gli studiosi della fitopatologia vegetale consegnano le sorti della salute fitosanitaria nelle mani della cosiddetta difesa agronomica.
Crediamo così di conoscere le piante? L’interazione fra agenti patogeni e piante ospiti ed il riconoscimento dei sintomi reificati nella denominazione della malattia ci allontanano dalla conoscenza profonda dell’essere vegetale a capo della catena alimentare. L’identificazione attraverso il termine è soltanto la trasformazione del disagio in un’identità. Crediamo che la diagnosi sia tutto.

Ed ecco perché, per quanto riguarda il pensiero scientifico ed unitamente il contesto agricolo, è necessario un veloce cambiamento di paradigma.

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Malattie delle piante: il nuovo paradigma dell’equilibrio

Fin dal 2002 presentai BioAksxter® come equilibratore di pianta e terreno, ma nessuno capiva cosa significasse equilibrare; non comprendevano la necessità di questa azione ed il prodotto per loro era solo una minaccia commerciale. Ricevetti minacce di vario tipo. Da anni parlo di nuovi paradigmi della Scienza, di programmi energetici vitali espressi in flussi di energia che attraversano il sistema vivente.

L’equilibrio è una condizione dinamica della vita. È la condizione dinamica delle forze attraverso le quali la vita si esprime. Perciò si tende all’equilibrio, e non si è mai in una condizione di equilibrio statico. In agricoltura, lo sviluppo e la crescita dei vegetali così come le relative pratiche agricole dipendono da una condizione dinamica di equilibrio in cui le reazioni sono reversibili. 

Equilibrio: una condizione dinamica del contesto agricolo

Per indurre processi di autocontrollo e resilienza, si suggeriscono pratiche e motivazioni insufficienti: 

  • Rotazione delle colture: perché previene l'impoverimento del suolo e riduce parassiti e malattie.
  • Colture di copertura: perché proteggono il suolo dall'erosione e ne migliorano la struttura.
  • Compostaggio organico: perché restituisce vita microbica e sostanze nutritive al terreno.
  • Biodiversità: perché mantenere una varietà di specie animali e vegetali aumenta la stabilità dell'agroecosistema.

Pratiche e motivazioni insufficienti. 

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Disse Luigi: “L'equilibrio dinamico si realizza quando le esigenze produttive si integrano con la conservazione delle risorse naturali, evitando di forzare i tempi della natura con metodi troppo intensivi. Questo approccio, mira a ridurre l'impatto ambientale e a valorizzare le risorse naturali.” Quel giorno, il giovane agronomo tronfio della sua gestione sostenibile, propose la realizzazione di alcune cover crops, convinto di migliorare la salute e la fertilità del suolo tra un giro di mais e l’altro. 

Tutto giusto, a parte il fatto che non sia sufficiente, né detto da Luigi né da chiunque altro. Ciò che serve agli agroecosistemi è il principio attivo della vita.
Il principio attivo della vita che innesca il processo naturale e spontaneo di autocontrollo e autoregolazione degli agroecosistemi ci è stato portato da Alessandro Mendini. È l’energia cosmica che crea e muove la vita in tutto l’universo. L’unica risorsa che può ripristinare gli equilibri. 

Quando i fatti arrivano prima delle parole: quorum sensing, proliferazione, glaciazione.

L'autoregolazione e la proliferazione dei patogeni sono processi dinamici e contrapposti che in agricoltura determinano l'insorgenza, la durata e l'esito delle infezioni nelle colture. 
La proliferazione dei patogeni segue alle fasi di adesione-colonizzazione-espansione, favorite dalle condizioni ambientali e dalla disponibilità dei nutrienti, durante le quali assistiamo alla loro moltiplicazione, all’interno delle cellule o extracellularmente, e alla produzione di tossine. Il danno è proporzionale alla carica batterica, ossia alla quantità di microrganismi necessari al superamento delle difese naturali della pianta. Quando la malattia è particolarmente virulenta, la capacità di autoregolazione dei patogeni è determinata dal QS-Quorum sensing, ovvero dalla soglia (quorum) entro la quale i batteri “sentono” di poter indurre fenomeni di risposta in grado di gestire l'infezione, ossia contrari all’immunità. 

BioAksxter® attiva nelle piante la capacità di inibire il QS batterico, ossia la capacità di sviluppare infezioni batteriche, mediante la trasduzione dei segnali dal campo magnetico terrestre alla pianta. La pianta riesce a gestire l’infezione e ridurre al minimo i danni controllando la proliferazione dei patogeni e dunque l’immunità, fornendo microrganismi vergini e favorendo la crescita di batteri benefici. 

Si parla quindi di aumento delle difese naturali delle piante. L’attivazione delle difese naturali si traduce in inspessimento della parete cellulare, produzione di enzimi nei vegetali, fagocitosi, recovery, ma soprattutto in potenziamento del campo magnetico quale scambio di informazioni fra campo magnetico terrestre e campo magnetico alonare della pianta o campo programmatico.

L’interazione fra agenti patogeni e piante è un linguaggio non solo chimico, ma soprattutto magnetico. La natura possiede la capacità di autoregolazione che serve ad impedire la proliferazione. Insomma, la Natura non tende a una crescita infinita, ma al mantenimento di un equilibrio dinamico. L’autoregolazione è un programma vitale che, come ha spiegato il ricercatore A. Mendini, controlla le trasformazioni attraverso un programma di azzeramento. Tuttavia, se ad esempio una proliferazione incontrollata di virus o batteri va fuori controllo, tale programma “si inceppa”, tutti i programmi impazziscono e non è più possibile il rientro. È ciò a cui stiamo andando incontro, perché l’uomo sta distruggendo l’universo della vita e in questa pressione antropica che supera i limiti di autoregolazione si delinea una catastrofe vegetale ed alimentare. 

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Sono necessarie strategie mirate di controllo e ripristino capaci di agire sul programma primario della pianta; dunque, è necessario BioAksxter®, il principio attivo della vita. Poiché quando inizia la proliferazione, non ci sono mezzi per fermarla… dall’oggi al domani, chilometri di colture collassano…. addio agricoltura, addio cibo. E non sarà tra diecimila anni. In pochi giorni questo fenomeno si espande in tutto il mondo, è il collasso della vita planetaria. Madre Natura per difendersi e mantenere la vita, agisce con un colossale meccanismo di autoregolazione del sistema climatico terrestre, fa una specie di glaciazione. Congela per fermare la proliferazione, ma questo va contro di noi. Rimane solo una fascia all’equatore per 5/6000 anni finché i poli planetari riportano la circolazione. 

È la conseguenza della “sprogrammazione”, un termine non ancora contemplato dai dizionari ma chiaro nell’indicare un andamento contrario alla programmazione. 

Malattie delle piante e ripristino degli equilibri

Serve una nuova alleanza con l’ambiente. Serve una nuova alleanza con la Natura, come scrissi nel 2023 in L’eredità delle monocolture.

L’approccio esercitato dalla chimica è espressione di una logica di potere: le piante non sono difese, sono sottomesse. L'agricoltura industriale usa la logica e i veleni della guerra, gli agricoltori stessi sono stati condizionati da questa logica. Si sentono potenti mentre sfilano con i loro trattori simili a carri armati contro il Mercosur. Mercosur è potere contro potere, vediamo cosa lasciano sul campo… distruzione, non costruzione. Le piante non c’entrano per nulla, l’ambiente subisce altro inquinamento.

Il cibo non è semplicemente un fatto alimentare.

La scelta è fra aderire ad un sistema corrotto, pregare “Santa Resilienza” o allearsi con la Natura. La scelta è fra l’andiamo avanti così o il ripristino degli equilibri nella catena alimentare. 

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Le malattie delle piante influiscono sulla salute dell'uomo 

Perché mai noi uomini siamo spesso alle prese con la denominazione delle malattie delle piante, come se la logica fitopatologica potesse risolvere una fitopatia o l’altra, o meglio quel “disagio” che proprio la lingua inglese ci indica in maniera univoca nell’etimologia del termine disease/unease. (ovvero malattia e disagio).
Crediamo così di capire meglio le nostre piante? L’identificazione attraverso il termine ovvero la trasformazione del disagio in un’identità e dunque la diagnosi è una valutazione estranea al mondo vegetale la cui dimensione sensibile si esprime diversamente. Quando sapremo coniugare la nostra sfera conoscitiva con il mondo vegetale, con il quale siamo direttamente interdipendenti, ossia quando saremo veramente coscienti che le piante sono il motore evolutivo planetario, allora, respireremo allo stesso ritmo della Terra, quel ritmo espresso dal suo campo magnetico. 

Allora, lo stato di sofferenza delle piante - riconosciuto oggi nel grado di incidenza o pressione degli agenti patogeni e delle condizioni ambientali, ma anche nelle sevizie dell’uomo moderno tese al massiccio uso di agrofarmaci e all’innovazione genetica in funzione dei livelli di perdita di produzione - non sarà più lo specchio delle interferenze uomo-natura e della modifica delle condizioni ambientali. E la sicurezza alimentare sarà una conquista. 

La domanda è “ora, in quello specchio, cosa potremo scorgere di riferito direttamente alla nostra salute?”
Ci hanno sempre detto “gli agenti patogeni che infettano le piante non possono infettare le persone”, questo fin tanto che non sono state dichiarate connessioni sorprendenti tra mondo vegetale e sviluppo delle malattie animali e umane, come le interazioni molecolari tra agenti patogeni vegetali e ospiti umani e animali; fin tanto che non sono risultate incontrollabili le malattie di origine alimentare, come l’aumento di gastroenterite nell’uomo; ed intanto che le epidemie impattano in maniera duratura, mentre le linee guida sanitarie ci rassicurano ed altri scienziati creano nuovi antibiotici e farmaci. 

Agenti patogeni e malattie che dalle piante passano all'uomo

Già sappiamo che gli agenti patogeni vegetali influiscono negativamente sulla salute umana riducendo la qualità delle colture espresso nel valore organolettico (sapore, odore, colore, consistenza) e nutrizionale dei prodotti agricoli.
Questo però, è solo l’inizio. Il seguito è:

  • gli agenti patogeni delle malattie vegetali (fitopatogeni) possono causare malattie all'uomo, soprattutto in soggetti il cui sistema immunitario è compromesso. Ad esempio, i funghi Fusarium oppure Alternaria.
  • Le piante possono diventare serbatoi di patogeni umani agendo da vettore biologico passivo. Ad esempio, i batteri della Salmonella o dell’Escherichia coli non si limitano a colonizzare i tessuti fogliari, frutta e verdura. È stato riscontrato che, gli agenti patogeni agiscono tra regni biologici diversi, superandone le barriere come strategia di sopravvivenza. 

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I patogeni che compiono un salto di regno dalle piante all'uomo sono definiti organismi opportunisti o patogeni cross-regno (cross-kingdom). L’infezione cross-regno avviene quando un agente patogeno supera le barriere biologiche fra domini o regni tassonomici completamente diversi: nel caso specifico, si verifica quando un patogeno che normalmente vive e si replica sulle piante riesce a infettare e causare una malattia nell'uomo o in un animale (passaggio dal regno Plantae al regno Animalia). 
Esempi tipici di questo passaggio/salto sono: 

  • il fungo Chondrostereum purpureum parassita noto per causare il mal del piombo o malattia delle foglie d’argento che colpisce soprattutto peschi e albicocchi; 
  • il batterio Pseudomonas aeruginosa, agente causale della peronospora batterica sulla lattuga; 
  • l’agente patogeno vegetale Botrytis cinerea, noto per infettare un gran numero di frutta e verdura causando la malattia della muffa grigia; 
  • le aflatossine (es. Aspergillus favus), micotossine prodotte da funghi patogeni sull’ospite infetto (ad esempio, cereali e arachidi) che a loro volta producono metaboliti altamente cancerogeni causando intossicazioni gravi epatitiche o il cancro;
  • la Salmonella enterica, causante malattie legate a prodotti freschi, spezie e noci. È un batterio che dall’ambiente coltivato può passare al vegetale, attraverso il suolo, l’acqua, i fertilizzanti organici stessi dove purtroppo un certo numero di batteri fecali è ammesso; 
  • il cancro batterico (Pseudomonas syringae) che oltre ad attaccare kiwi, albicocco, ciliegio, pesco, susino, è capace di produrre delle proteine che causano la nucleazione del ghiaccio a livello atmosferico. Più specificatamente, la variante sul pomodoro è in grado di entrare direttamente in contatto con cellule immunitarie animali o umane scardinandone i meccanismi di difesa.

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Questo “salto di regno” è stato interpretato come potenziale di adattamento all’ambiente in cui i patogeni vivono, come livello di evoluzione molecolare e come capacità di ricombinazione. Aggiungo io, come conseguenza del cedimento energetico delle piante. 

Il deficit energetico delle piante, infatti, è dovuto principalmente alla trasformazione delle molecole contaminanti poiché le piante hanno una funzione di depurazione ambientale. Quando i livelli di energia necessari per la trasformazione del patogeno sul lato magnetico sono insufficienti, la patogenesi della malattia si rivela un tentativo di rimanere più a lungo in vita, una specie di fase premorte, un compromesso fra la vita e la morte, una strategia di sopravvivenza. È proprio questa la condizione delle piante trattate o meglio tenute in vita chimicamente. Le piante hanno sempre più lavoro e sempre meno energia. Se la pianta non ha energia sufficiente lascia passare patogeni/batteri e molecole tossiche: non filtra, non “spazza” e si ammala, ossia non completa il ciclo di trasformazione delle molecole contaminanti che in tal modo rimangono a carico delle strutture cellulari. 

Cito, pertanto, la mancanza di energia nel vegetale, impotente nel processo di depurazione, fra le cause delle sue malattie, sottolineando i meccanismi di tossicità determinati dall’accumulo di residui di pesticidi (fitofarmaci, insetticidi ed erbicidi, ma anche altre sostanze chimiche) nella pianta e nei relativi prodotti ortofrutticoli. Anche quando ogni singola sostanza/principio attivo è sotto i limiti di legge o si giustifica con l’uso responsabile, l’effetto cocktail determinato dall’uso di più molecole durante il periodo di coltivazione unito agli inquinanti ambientali grava sull’organismo umano alterando il sistema ormonale, impatta sulla fertilità e sullo sviluppo dei tessuti, crea danni al microbiota intestinale (residui costanti nella dieta aggrediscono i batteri benefici dell'intestino, indebolendo le difese immunitarie), ritardi nello sviluppo cognitivo, sviluppo di malattie neurodegenerative, ecc.
Inutile ed inefficace l’eliminazione dei residui di pesticidi attraverso il lavaggio. 

Insomma, non dobbiamo dimenticare che: 

  • la pianta è l’elemento primario per ogni organismo;
  • tutto arriva a noi divoratori al fondo della catena alimentare;
  • l’uomo stesso, in quanto essere onnivoro, con i suoi stili di vita crea nuove malattie;
  • nonostante le misure di maggiore consapevolezza e prevenzione adottate da produttori e trasformatori, il rischio di contaminazione microbica e il rischio di acquisire infezioni e malattie da prodotti ortofrutticoli sono elevati e persistenti; 
  • nonostante l’impegno umano profuso negli studi sul salto di specie (spillover e cross-regno) gli agenti patogeni non si curano delle nostre classificazioni e dei nostri ordinamenti;

Ecco perché l’impiego di BioAksxter®, il riprogrammatore naturale della genetica primaria, è basilare.

E concludo così, con questa “Voce di popolo”, poiché anche l’opinione della gente comune spesso è da considerarsi vera o giusta.

Vox populi

In pieno Ferragosto le due donne affacciate sul golfo di Capri, tra un boccone e l’altro, si raccontavano le loro terrificanti esperienze.

- Il certificatore dei prodotti agricoli gli ha detto “metà prodotto lo respingiamo … ma non mangiare quello che trovi in commercio …”

- Tossico? - chiedeva l’altra. 

- C’è anche il cartello delle certificazioni – rispondeva a voce bassa, scandendo le parole quasi racchiuse in gola.

- Madonna mia, dove andiamo a finire!

- All’ospedale… ormai l’agricoltura è una pattumiera.

- A mia suocera hanno diagnosticato un tumore. Pensa che quando glielo hanno detto, scornacchiata ha commentato “per me è quello che mangiamo”. 
Il figlio ha le allergie, la nipote è celiaca, la sorella è finita al pronto soccorso con la salmonella – aggiungeva tirando un sospiro e facendo le corna da sotto il tavolo.

- Ma cosa credi tu – riprendeva la prima – esistono centinaia di tipi di infezioni e di malattie da cibo contaminato. Pensa che in reparto abbiamo un ricoverato per malattia infiammatoria intestinale e nel letto a fianco c’è un imprenditore agricolo con sospetta malattia professionale: trattamenti chimici dalla mattina alla sera… e l’altro mangia i suoi prodotti. Hanno fatto amicizia! Se sapessero… 

- Ma perché, le malattie delle piante passano all’uomo?

- Le malattie no, ma i patogeni sì. Batteri, parassiti, virus … eh sai quanti sono, eserciti silenziosi, eserciti invisibili. 

- Per me le malattie delle piante passano all’uomo. Se passano dall’animale all’uomo perché non dalle piante all’uomo?

- Ah, ma bella mia, tu ti riferisci al salto di specie! Lo spillover…

- Moh mio figlio fa salto in alto, mia figlia salto in lungo, io salto dalla mattina alla sera, che razza di specie siamo … dimmelo tu.

- Il salto di specie avviene quando un patogeno degli animali diventa in grado di infettare le cellule umane, saltando appunto dalla specie animale alla specie umana. I virus, ad esempio, possono mutare e trasmettere i loro geni infettando e replicandosi nelle nostre cellule per effetto delle manipolazioni umane nei confronti della Natura (inquinamento, alterazione degli ecosistemi, manipolazioni genetiche, ecc.)

- Uè, in troppi siamo e tutti mangiano e cacano! Grazie agricoltura con i tuoi coltivatori, certificatori e… appestatori.

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