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L’inquinamento dell’ultimo zar

L’inquinamento dell’ultimo zar

09 marzo 2022

Due volontà contrapposte: l’una vuole ricostruire il mondo, l’altra lo vuole distruggere. L’azione in tutti e due i casi passa dall’ambiente.

Sulla scena di questo teatro naturale, un autocrate (russo) desideroso di passare alla storia per la sua forza si contrappone ad una decadente (Europa) desiderosa di rendere sostenibili i propri insani interessi. Ma non è tutto: lo stile di vita della comunità internazionale vanta la detenzione della bomba atomica, in ben 9 Paesi. Accade, gli imperi bramano all’appropriazione strategica delle risorse: il conflitto è inevitabile.

Le bombe. Sono queste la soluzione per far crescere il mondo?

Tutto questo avviene nella nostra casa spaziale, della quale non si ha la minima consapevolezza. Viaggiamo su una navicella rotante a circa 1.600 km/h, solchiamo lo spazio a circa 108.000 km/h illuminati da una luce solare posta a 150 milioni di chilometri. Questa dinamica ci dovrebbe distogliere dalle mire insensate della guerra. Telescopi per scrutare il cielo, satelliti per controllare il pianeta, astronavi per conquistare Marte, ma il pensiero è inquinato. Intanto, l’inquinamento prodotto dalla guerra Russia- Ucraina, si mangia altri 30 anni. Addio sostenibilità.

L’Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente ha dichiarato che l’inquinamento uccide 234 volte più dei conflitti: 12,6 milioni di morti all’anno.

Che dire quindi dell’inquinamento prodotto da una guerra? Le guerre sono grandi vivai di morte, sì perché le contaminazioni di materiali tossici e radioattivi ed il conseguente degrado ambientale in periodo di guerra non si limitano alla durata del conflitto, ma provocano una vera e propria distruzione degli ecosistemi per secoli.

E adesso una nuova emergenza ambientale, un disastro ecologico che decreta l’inquinamento globale vero nemico del nostro tempo.

La catastrofe ecologica della guerra Russia- Ucraina dal punto di vista dell’impatto sull’inquinamento dell’ambiente affossa ulteriormente l’agricoltura, anche quella italiana; non solo per gli aumenti del prezzo del grano, del costo per l’alimentazione del bestiame e dei concimi, ma anche per la compromissione della qualità delle produzioni agricole derivante dall’impatto sulle risorse idriche per la contaminazione delle acque, e degli inquinanti tossici nell’aria che decadono nei suoli compromettendone la capacità produttiva. Insomma, un’agricoltura sempre più insana, per alimenti sempre meno fonte di vita e sempre più fonte di morte.

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