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Gelo e neve: prodotti agricoli “surgelati” in campo

Gelo e neve: prodotti agricoli “surgelati” in campo

28 febbraio 2018 - BioAksxter®

Buran, Burian, Buriana, Bora: ecco qual è la versione giusta

Il termine Buran ha origine dalla parola russa e da quella turca buraan, “vento molto forte“. La radice comune è bor, che significa “volgere, trascinare”, quindi Buran e Burian sono esattamente la stessa cosa, il nome giusto è però il primo e cioè Buràn. La grafia italiana alternativa burian subisce l’interferenza della parola buriana, un temporale intenso di breve durata soprattutto estivo. È più noto un suo equivalente dialettale di borea: la bora, il famigerato vento di nord-est o est-nord-est che scende dal Carso sul golfo di Trieste. Ma tralasciamo un po’ le origine e torniamo a questa ondata di neve e gelo siberiano che ha colpito la nostra penisola, solitamente abituata al clima mediterraneo, facendoci sentire dei veri e propri stoccafissi

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Inverno in Siberia. La foto del 1960

Quali sono i benefici della neve per l’agricoltura?

Non tutti sanno che il manto nevoso può proteggere le coltivazioni dal gelo. Verdure come: fave, piselli, aglio, finocchi, cime di rapa, spinaci, bietola ed altre ancora traggono beneficio e protezione dalla neve. Questo perché i fiocchi sono costituiti per una parte d’acqua e per nove parti di aria, intrappolata all’interno. Quest’aria funge da isolante termico e trattiene il calore proveniente dal terreno. Questo fenomeno, a sua volta, protegge le piante dall’escursioni termiche e dal freddo intenso. Non a caso un antico proverbio della tradizione contadina recita “Sotto la neve pane, sotto l’acqua fame”.

Il gelo siberiano distrugge le coltivazioni

Infatti, non è tanto la neve a preoccupare gli agricoltori, ma il brusco abbassamento delle temperature sotto lo zero, il protrarsi di questo gelo che rischia di distruggere irrimediabilmente frutteti, oliveti, limoneti, vigneti, le colture orticole invernali in pieno campo prossime alla raccolta e le colture in serra. Vediamo in dettaglio cosa stanno vivendo in queste ore i nostri agricoltori e quali saranno le conseguenze più a lungo termine:

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Foto di Domenico Marcolin. Montebelluna, 27 gennaio 2018

  • Dall’Emilia Romagna alla Puglia il clima primaverile delle settimane scorse ha provocato il risveglio vegetativo delle piante da frutto. In alcune colture le gemme sono già gonfie, in altre è già in corso la fase di allegagione e di scamiciatura. Il gelo brucia i fiori con conseguenze importanti sul ciclo vitale e produttivo. In presenza di frutticino, le temperature che scendono sotto lo zero causano danni irreversibili e possono decretare la perdita di quasi tutta la resa produttiva degli alberi già in fiore (pesche, albicocche, susine, nocciolo, ciliegie, pere, etc). Nel caso in cui la gelata fosse breve e lieve, potrebbe espletare la funzione di un diradamento naturale negli alberi da frutto, ma nel caso in cui si prolungasse nel tempo aumentando di intensità, questo arrecherebbe danni notevoli alla frutticoltura italiana
  • C’è forte preoccupazione per le conseguenze delle gelate sulle orticole in pieno campo prossime alla raccolta in quanto sono state colpite coltivazioni di fave, piselli, meloni, carciofi, finocchi, broccoli, patate e le fragole tanto per citarne solo alcuni

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    Ormai è fatta. Foto di Giovanni Caiazzo. Napoli, 28 febbraio 2018
  • Se le temperature minime dovessero rimanere a lungo sotto lo zero, ci sarebbero danni ingenti anche in viticoltura in quanto il gelo provoca danni strutturali ai vigneti, il che comporta il successivo rimpiazzo delle piante colpite ed anni di attesa prima che queste entrino nuovamente in produzione
  • L’accumulo di neve provoca danneggiamenti alle strutture di copertura e sostegno di frutteti e vigneti, alle serre ed ai capannoni agricoli, mentre sulle piante il peso della neve causa la rottura dei rami. Infatti, in alcune zone i tendoni da uva da tavola hanno già registrato cedimenti strutturali a causa dell’eccessivo peso. Rischiano il crollo perfino i pergolati dei limoneti nella Penisola Sorrentina