Il tuo carrello

Gli insetti: preziosi bioindicatori in agricoltura

Gli insetti: preziosi bioindicatori in agricoltura

27 febbraio 2026 - BioAksxter®

Gli insetti non sono soltanto organismi da contenere o risorse funzionali all’impollinazione. Negli agroecosistemi, operano, prima di tutto, come bioindicatori: la loro presenza, assenza o abbondanza, riflette lo stato di salute di un ambiente.

Le comunità entomologiche reagiscono in tempi rapidi alle variazioni di fertilità del suolo, al microclima, alle pratiche di gestione agronomica e alla pressione chimica. Questa reattività rende gli insetti strumenti particolarmente efficaci per interpretare ciò che accade nel campo prima che i sintomi si manifestino in modo evidente sulle piante. Non indicano solo che cosa sta cambiando, ma spesso come e perché.

In un sistema agricolo funzionale, l’equilibrio non coincide con l’assenza di insetti, bensì con la presenza di reti biologiche attive e differenziate, capaci di autoregolarsi. Un suolo biologicamente vitale, colture ben nutrite e una corretta disponibilità di energia favoriscono catene trofiche stabili, in cui anche gli insetti fitofagi trovano limiti naturali alla loro espansione. 

È la direzione in cui BioAksxter® opera da sempre: comprendere la vita per migliorare in modo naturale produttività, stabilità e benessere dell’ecosistema agricolo.

Una rilettura del mondo entomologico: gli insetti come sistema biologico autonomo

La ricerca di Alessandro Mendini introduce una rilettura del mondo entomologico che supera la tradizionale classificazione dei regni naturali: gli insetti, infatti, non sarebbero semplicemente una branca del regno animale, ma un sistema biologico autonomo, con leggi e dinamiche proprie, costituendo quindi un vero e proprio regno naturale.

All’interno di questa visione, anche l’organizzazione dei regni della natura viene riletta secondo una sequenza diversa da quella comunemente accettata dalla biologia classica. La struttura segue un ordine progressivo:

0. Energia, intesa come principio originario della materia e condizione necessaria ad ogni forma di vita.

1. Regno minerale, come espressione della materia inerte.

2. Regno vegetale, anello fondamentale per la trasformazione dell’inerte in biomassa.

3. Regno degli insetti, intermediario indispensabile nella catena alimentare. Sono stati i primi organismi a sviluppare un esoscheletro ed i primi a colonizzare le terre emerse, attraverso strutture atte alla respirazione e al movimento fuori dall'acqua.

4. Regno animale, di cui fa parte anche l’uomo.

Gli insetti svolgono il loro ruolo negli ecosistemi non solo attraverso processi di attrazione, ma anche mediante meccanismi di repulsione. Un esempio emblematico è rappresentato dalle formiche, che producono acido formico come sostanza di difesa, di segnalazione e di delimitazione dello spazio. Questa produzione non risponde ad una logica casuale, ma ad una funzione precisa: creare condizioni sfavorevoli, scoraggiare interazioni indesiderate e contribuire alla regolazione delle relazioni biologiche.

In natura, infatti, la vita non si organizza esclusivamente attraverso ciò che attrae, ma anche attraverso ciò che respinge. Attrazione e repulsione costituiscono due forze complementari che contribuiscono all’equilibrio dei sistemi viventi. 

La capacità di molte specie di insetti di percorrere grandi distanze, anche attraversando territori e Paesi diversi, rientra nella stessa logica: non un movimento casuale, ma una risposta a gradienti ambientali, segnali chimici, condizioni favorevoli o sfavorevoli. 

bioindicazione-entomologica-entomological-bioindication.jpg

Insetti e bioindicazione in agricoltura

In ambito agronomico, la bioindicazione non si basa sulla semplice presenza di organismi, ma sulla lettura delle popolazioni biologiche in relazione ai processi che avvengono nel sistema suolo–pianta–atmosfera. Questo tipo di analisi si adatta agli insetti perché occupano livelli trofici diversi, hanno cicli vitali brevi e rispondono rapidamente alle variazioni ambientali.

Dal punto di vista operativo, un insetto diventa bioindicatore quando la sua dinamica è correlata ad uno o più fattori agronomici misurabili, come fertilità e struttura del suolo, gestione delle lavorazioni, uso di input chimici. Non è quindi la specie in sé a “fornire l’informazione”, ma il comportamento della popolazione nel tempo

Come già citato nell’introduzione dell’articolo, la bioindicazione entomologica si fonda su tre parametri principali: 

  • presenza: indica che il sistema offre risorse minime compatibili con il ciclo biologico dell’insetto. In molti casi segnala condizioni favorevoli, ma non necessariamente equilibrio;
  • assenza: indica condizioni ambientali limitanti, semplificazione biologica o alterazioni chimiche, fisiche, biologiche e magnetiche. Questo è un fattore tipico delle aree agricole altamente inquinate;
  • dominanza: la prevalenza marcata di poche specie, soprattutto fitofaghe, è spesso associata a stress biotici e abiotici, ad una riduzione dei meccanismi di autoregolazione e soprattutto ad un ambiente agricolo saturo di inquinanti.

Spesso, quando si parla di agricoltura intensiva, ma non solo, l’attenzione si concentra solo sulla presenza dell’insetto “dannoso”. In un’ottica “bioindicatoria”, invece, la domanda corretta che dovrebbe porsi l’agricoltore sarebbe: perché quella popolazione trova qui le condizioni favorevoli alla proliferazione?

cambiamento-climatico-insetti-sistemi-agricoli-climate-change-insects-agricultural-systems.jpg

Osservazione diretta delle popolazioni di insetti 

L’osservazione diretta delle popolazioni di insetti durante il ciclo colturale non deve concentrarsi esclusivamente sulla presenza di singole specie, ma sulla dinamica complessiva, ossia sulla comparsa precoce o tardiva, sulla distribuzione spaziale, e sulla persistenza nel tempo. 

Di seguito alcuni esempi pratici osservabili durante il monitoraggio in campo: 

  1. Esempio — Esplosione di afidi su vegetazione molto tenera 

    Evidenze in campo → Afidi in rapido aumento su apici e foglie giovani; melata e possibile sviluppo di fumaggine; crescita “spinta” della pianta.
    Lettura agronomica → Spesso associato ad eccesso di azoto prontamente disponibile (apporti elevati, forme rapidamente solubili, rilascio accelerato) e/o a squilibrio N/K/Ca. Tessuti vegetali con alta quota di composti organici risultano più appetibili e la pianta tende a “spingere” la vegetazione a scapito della stabilità tissutale. Di conseguenza, gli internodi risultano lunghi ed i tessuti acquosi. 
  2. Esempio — Tripidi persistenti in condizioni calde/asciutte e crescita “stressata”

    Evidenze in campo → Tripidi su foglie e fiori, argentature, microlesioni; presenza più evidente in aree più asciutte o su piante in stress.
    Lettura agronomica → I tripidi aumentano con microclima caldo-secco e con piante che non hanno capacità reattiva. Spesso si osserva un collegamento con stress idrico intermittente, gestione irrigua irregolare, scarsa copertura del suolo e ridotta umidità nell’interfila. In alcuni contesti è un segnale indiretto di bassa efficienza rizosferica (apparato radicale poco espanso con assorbimento discontinuo di acqua e nutrienti).

  3. Esempio — Acari (ragnetto) a chiazze, soprattutto su bordi e aree polverose

    Evidenze in campo → Ragnetto rosso/tetranichidi con puntinature e bronzature, ragnatele; distribuzione a chiazze, spesso su bordi, zone polverose o piante più stressate.
    Lettura agronomica → Segnale frequente di stress idrico + caldo + polverosità (strade poderali, lavorazioni asciutte) e di condizioni microclimatiche favorevoli all’acaro. La componente agronomica riguarda spesso la gestione dell’acqua, la copertura del suolo e l’equilibrio nutrizionale (piante spinte o stressate reagiscono peggio).

  4. Esempio — Minatori fogliari o lepidotteri “precoci” dopo eccesso di vegetazione e gestione azotata spinta

    Evidenze in campo → Comparsa precoce di minatori o larve con danni su foglie giovani o crescita vegetativa elevata, chioma densa.
    Lettura agronomica → Una chioma eccessivamente densa crea microclimi interni favorevoli, causa umidità/stasi d’aria ed un’elevata produzione di tessuti giovani, spesso più vulnerabili. Il segnale indica la necessità di riconsiderare equilibri nutrizionali e gestione vegetativa, non solo il controllo dell’insetto.

  5. Esempio — Calo evidente di predatori/parassitoidi dopo i trattamenti o in appezzamenti “semplificati” (monocolture)

    Evidenze in campo → Fitofagi presenti e in aumento, ma assenza o forte riduzione di predatori (coccinelle, crisopidi, sirfidi) e parassitoidi; campo “silente” dal punto di vista biologico. Fenomeno più marcato dopo trattamenti ripetuti o in aree con poca diversità ecologica.
    Lettura agronomica → È un segnale di perdita di bioregolazione: catena trofica impoverita, habitat compromesso e pressione chimica elevata. Agronomicamente indica che il sistema è orientato al controllo “esterno” (dipende da input) e fatica a mantenere un’autoregolazione. 

  6. Esempio — “Assenza” di entomofauna visibile e risposta biologica povera in aree stressate

    Evidenze in campo → Scarsità o assenza di insetti in generale (non solo fitofagi), scarsa presenza anche di decompositori/microrganismi; campo biologicamente “piatto”. Le piante mostrano crescita irregolare e risposta lenta. Ciò favorisce la gravosità delle patologie o l’aumento delle stesse.
    Lettura agronomica → Indicazione di condizioni limitanti: suolo poco vitale, degrado del terreno, residui chimici/contaminazioni persistenti, scarsa sostanza organica, compattazione del suolo, ristagni o asfissia.

In questi contesti compromessi, l’assenza o la forte riduzione degli insetti non è un segnale neutro, ma spesso la conseguenza di un inquinamento diretto o indiretto del sistema agricolo. Residui di fitofarmaci, fertilizzazioni squilibrate, accumulo di sali, metalli o molecole persistenti nel suolo alterano la funzionalità biologica della rizosfera e interrompono le catene trofiche, rendendo l’ambiente selettivo e biologicamente povero. In queste condizioni, gli insetti rispondono riducendo drasticamente la loro presenza o concentrandosi in poche specie tolleranti allo stress. Il ripristino delle condizioni biologiche del suolo diventa un passaggio essenziale per riattivare i processi naturali di regolazione, ridurre la pressione degli inquinanti e ricostruire un ambiente favorevole alla biodiversità. Nelle aziende agricole, la progressiva eliminazione delle interferenze inquinanti è operata dalle bio-formulazioni disinquinanti BioAksxter®. In questo modo, le comunità entomologiche tornano a svolgere il loro ruolo di bioindicatori e regolatori dell’agroecosistema.

Parassitizzazione e fitofagia, indicatori di autoregolazione biologica

In ambito ecologico–agronomico, la parassitizzazione indica un insieme di relazioni biologiche che si instaurano tra insetti, nelle quali un parassitoide utilizza un altro insetto come ospite per completare il proprio ciclo vitale, limitandone lo sviluppo e la capacità riproduttiva. 

La parassitizzazione è un meccanismo di regolazione naturale, poiché contribuisce a contenere gli insetti fitofagi senza determinarne l’eliminazione. Il suo eccesso, l’assenza o la rarefazione segnala l’incapacità di un agroecosistema - già sottoposto a pressioni ambientali e gestionali - di sostenere i processi di autoregolazione.

Nel caso della fitofagia, invece, si fa riferimento al rapporto diretto tra insetto e pianta, in cui l’insetto si nutre dei tessuti vegetali. La fitofagia, di per sé, non rappresenta un’anomalia: è una componente naturale dell’agroecosistema e fa parte dei normali scambi trofici tra pianta e insetti che si verificano durante il ciclo colturale. Diventa un segnale di squilibrio quando la presenza dei fitofagi cresce in modo eccessivo o persistente e non è contenuta dai normali meccanismi di regolazione. In questi casi, il problema non è l’insetto in sé, ma l’alterazione delle condizioni che riguardano la stabilità della popolazione.

insetti-alieni-agricoltura-aliens-insects-agriculture.jpg

Insetti alieni e vulnerabilità dei sistemi agricoli

Con il termine insetti alieni si intendono specie introdotte al di fuori del loro areale naturale che riescono a insediarsi stabilmente grazie a condizioni ambientali favorevoli e all’assenza di efficaci meccanismi di regolazione biologica.

Dunque, la diffusione degli insetti alieni negli agroecosistemi agricoli è strettamente legata al grado di vulnerabilità del sistema che li ospita.

L’assenza o la debole presenza di antagonisti naturali, unita a colture fisiologicamente stressate e terreni inquinati, consente a all’insetto alieno - oltre che a causare il danno - di amplificare lo squilibrio

La gestione degli insetti alieni non può quindi limitarsi a interventi emergenziali o di contenimento diretto.

È doveroso ripensare l’impostazione agronomica nel suo complesso, spostando l’attenzione dal contenimento del singolo organismo al riequilibrio del sistema che ne ha favorito l’insediamento. Ridurre la vulnerabilità degli agroecosistemi significa intervenire sulle cause dello squilibrio.

È in questa direzione che agisce BioAksxter®, concepito per disinquinare le matrici ambientali e recuperare le condizioni necessarie per l’agroecosistema. Solo in questo modo, si aumentano resilienza e capacità di integrare nuove pressioni senza trasformarle in problemi cronici.

Insetti alieni di rilevanza agronomica introdotti in Europa (post-1945)

Specie Area di origine Prima segnalazione in Europa Colture interessate
Scaphoideus titanus (cicalina americana della vite) Nord America Anni ’50 Vite
Cacyreus marshalli (farfallina del geranio) Africa meridionale Fine anni ‘80 Gerani ornamentali
Diabrotica virgifera virgifera (oziorrinco del mais) Nord America Anni ’90 Mais e orticole
Rhynchophorus ferrugineus (punteruolo rosso delle palme) Asia Anni ’90 Palma
Anoplophora glabripennis (tarlo asiatico del legno) Asia orientale Anni 2000 Latifoglie, arboree
Tuta absoluta (minatrice del pomodoro) Sud America 2006–2008 Solanacee
Aleurocanthus spiniferus (aleurodide spinoso degli agrumi) Asia 2008 Agrumi
Drosophila suzukii (moscerino della frutta) Asia orientale 2008 Piccoli frutti
Halyomorpha halys (cimice marmorata asiatica) Asia orientale 2010 Frutticole, orticole
Bactrocera dorsalis (mosca orientale della frutta) Asia Anni 2010 Frutticole
Popillia japonica (scarabeo giapponese) Giappone 2014 Polifaga

Fonte dati: “List of invasive species in Europe” e “List of introduced species in Europe” (elenchi pubblici di specie aliene e invasive, comprendenti insetti di interesse agrario e forestale) e fonti entomologiche specifiche per specie.

Radioattività ambientale e insetti

In contesti caratterizzati da esposizione a radiazioni indotte, gli insetti rappresentano spesso uno dei primi gruppi a manifestare segnali di alterazione.

In letteratura sono documentati casi di variazioni nella fertilità e nella sopravvivenza delle larve, malformazioni morfologiche ed anomalie nello sviluppo in popolazioni di insetti esposte a fonti di contaminazione radioattiva

Dal punto di vista agronomico, queste manifestazioni sono legate alla capacità delle radiazioni indotte di interferire con i processi cellulari e con la stabilità genetica. Gli insetti, caratterizzati da cicli vitali brevi e da una stretta interazione con suolo e vegetazione, risultano particolarmente esposti a queste forme di contaminazione.

Le larve, fase in cui i processi di crescita e divisione cellulare sono particolarmente intensi, rappresentano spesso lo stadio biologico in cui gli effetti della radioattività risultano più evidenti.

Radioattivit-ambientale-e-insetti-larve-Radioactivity-environment-and-insects-larvae.jpg

In conclusione, osservare gli insetti significa anche interrogarsi sul futuro dell’agricoltura. Siamo disposti ad ascoltare ciò che gli agroecosistemi ci stanno dicendo?

Gli insetti, nella loro continua evoluzione, nelle loro presenze e assenze, raccontano qualcosa che spesso l’agricoltura moderna ha smesso di considerare: lo stato reale dei sistemi da cui dipende la vita delle colture.

Insetti-e-bioindicazione-in-agricoltura-Insects-and-bioindication-in-agriculture.jpg

Contatti

Per qualsiasi informazione sui fertilizzanti biologici disinquinanti BIOAKSXTER®, contattaci tramite il webform di richiesta o chiamando al numero 0465 734591

Richiedi info Iscriviti alla newsletter

Articoli correlati

testpic_3
30 settembre 2024 / BioAksxter®

Cambiamenti climatici e agricoltura

  • Aziende agricole
  • Economia e Agricoltura
  • Inquinamento
  • Cibo e Salute
  • Agricoltura sostenibile e Ambiente
  • Problematiche agricole

Leggi

trattamento-in-fioritura-con-bioaksxter-si-fa-treating-crops-during-flowering-with-bioaksxter,4559.jpg?WebbinsCacheCounter=1
30 aprile 2024 / BioAksxter®

Trattamento in Fioritura: con BioAksxter® si fa, senza danni

  • Aziende agricole
  • Agricoltura sostenibile e Ambiente
  • Curiosity

Leggi

il-controllo-biologico-degli-afidi-delle-piante-biological-control-of-plant-aphids-bioaksxter-magazine,4311.jpg?WebbinsCacheCounter=1
31 gennaio 2023 / BioAksxter®

Il controllo biologico degli afidi delle piante

  • Aziende agricole
  • Ricerca e Sviluppo
  • Agricoltura sostenibile e Ambiente
  • Problematiche agricole

Leggi

Community BioAksxter®

Restiamo sempre in contatto, non perderti le informazioni sul mondo BioAksxter®.
Studi, consigli tecnici e notizie riguardanti l'agricoltura e l'ambiente. Ma non solo. Se vuoi sostenere il nostro impegno concreto di ricostruzione dell’ambiente, perché sei un agricoltore consapevole o un cittadino responsabile che guarda al futuro, entra nella community e partecipa attivamente al disinquinamento.

Facebook Instagram Youtube Twitter pinterest linkedin

Grazie

Ti abbiamo inviato un'email. Per attivare la newsletter clicca sul link che troverai nel messaggio, grazie!

close

Iscriviti alla newsletter

Annulla
close

Credits & Copyright

PROGETTAZIONE, GRAFICA, CONVERSIONE E REALIZZAZIONE SITO WEB:
www.kumbe.it

MATERIALE FOTOGRAFICO E MULTIMEDIALE:
AXS M31 e relativi proprietari

TESTI:
AXS M31


© Copyright AXS M31 di Zambanini Silvana
É assolutamente vietato copiare e/o riprodurre anche solo in parte qualsiasi contenuto senza previa esplicita autorizzazione.

close

Grazie

Il suo messaggio è stato spedito correttamente.

close
Nascondi video
Chiudi Registrati

Oppure accedi

Password dimenticata?

Chiudi

Recupero password


Chiudi
close