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TERRENI AGRICOLI: capacità di ritenzione idrica e capacità drenante

TERRENI AGRICOLI: capacità di ritenzione idrica e capacità drenante

11 giugno 2019 - Mariano Bianco

Acqua e agricoltura: il problema dell’acqua … o troppa o troppo poca

Francesco arriva alle 7 del mattino col suo bel trattore rosso fiammante al limitare del campo, ma ha già finito la giornata: impossibile entrare in quei terreni, le incessanti piogge dei giorni precedenti li hanno resi fangosi a tal punto da impedirne qualsiasi operazione colturale.

Mario arriva alle 6 del mattino col suo bel trattore blu elettrico al limitare del campo e si inerpica a gran fatica sul terreno duro e polveroso reso tale dalla siccità degli ultimi 20 giorni.

Situazioni che tutti gli agricoltori hanno vissuto! Ad accomunare le due circostanze è il problema dell’acqua … o troppa o troppo poca.

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Siccità e alluvioni: la nuova normalità

Periodi di siccità “straordinari” (anche se ormai non lo sono più) possono portare ad un aumento della domanda (già normalmente elevata) d’acqua. Ci vuole quindi una strategia per contenere i consumi idrici in agricoltura. D’altra parte, abbiamo periodi come quello appena trascorso dove le piogge incessanti creano inondazioni e disagi mettendo in ginocchio l’agricoltura. Ovviamente con l’arrivo di grandi masse d’acqua i terreni non riescono a drenare e ci si ritrova con campi fradici per intere settimane. Motivi per cui la buona gestione del terreno e dell’acqua sono di primaria importanza.

Abbiamo terreni stanchi, destrutturati, sottoposti a continue lavorazioni, che non drenano a causa dell’inquinamento. L’accumulo di idrocarburi proveniente dalle precipitazioni atmosferiche forma una barriera impermeabilizzante che impedisce il naturale movimento dell’acqua e che altera l’equilibrio microbiologico del suolo.

Cosa succede quando l’acqua raggiunge il suolo? come fa il terreno a trattenere l’acqua? La mobilità dell’acqua nel terreno.

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“Imbibizione” e “capillarità” sono i due fenomeni grazie ai quali il terreno trattiene l’acqua. Forze elettrostatiche si instaurano fra le molecole d’acqua e la componente solida del terreno influenzando la capacità di ritenzione idrica del suolo.

Tra le molecole d’acqua e le particelle di suolo presenti nelle immediate vicinanze agiscono forze di “adesione”; mentre in caso di una distanza maggiore dalle particelle di suolo, l’acqua è soggetta alla gravità, per cui non viene trattenuta e si va incontro ad un fenomeno di percolazione.

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Tessitura e struttura del terreno ne determinano la capacità di trattenere l’acqua: nello specifico, maggiore sarà il contenuto di argilla maggiore sarà anche la capacità di trattenere l’acqua. In particolare, l’humus ha una capacità di ritenzione più elevata rispetto alle componenti minerali.

Per questo è di fondamentale importanza in agricoltura gestire l’acqua e le irrigazioni in maniera adeguata in base sia alle esigenze colturali che al tipo di terreno a disposizione.

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Distribuzione spaziale dell’acqua in funzione del tipo di terreno

Acqua disponibile nel terreno: il potenziale idrico

“Trattenere più acqua”, però, non significa anche essere in grado di cederla e renderla disponibile per le colture. Qui entra in gioco un’altra caratteristica del terreno, ossia la sua capacità di trasferimento dell’acqua, cioè la mobilità del contenuto idrico di un suolo.

Il movimento dell’acqua nel suolo avviene prevalentemente per flusso di massa e la forza motrice è rappresentata dalla differenza di potenziale idrico esistente fra i punti del suolo interessati. Per avere movimenti maggiori è necessario aumentare la conducibilità idrica e questo può avvenire modificando la tessitura, ma anche favorendo l’organicazione del suolo attraverso l’attività biologica.

Aumento della capacità drenante e di ritenzione idrica del suolo trattato con BioAksxter®

Il Prof. Luigi Campanella del Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza ha valutato la capacità di BioAksxter® di influenzare positivamente sia la capacità del suolo di trattenere l’acqua sia la sua attitudine a trasferire l’acqua in esso contenuta favorendone l’accesso alle colture.

La capacità idrica del suolo trattato con BioAksxter®»Sono stati eseguiti test di percolamento e test di misura della trasferibilità dell’acqua dal terreno ad un cristallo di gesso a diverse profondità su terreno trattato con BioAksxter® e su terreno non trattato.

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Test del cristallo di gesso.

I risultati della ricerca: capacità di ritenzione idrica del suolo

Dai risultati è emerso che il terreno trattato con BioAksxter® ha una distribuzione più equilibrata del contenuto idrico. Il terreno trattato ha mostrato una minor perdita d’acqua, in termini di perdita di peso e di quantità d’acqua percolata.

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Allo stesso tempo, il terreno trattato con BioAksxter® ha mostrato un più rapido processo di mobilitazione dell’acqua stessa, sia all’inizio della fase post-irrigazione che successivamente. In seguito ad un’operazione di irrigazione, l’acqua si mette in movimento con un minor tempo nel terreno trattato con BioAksxter®, per cui risulta più velocemente disponibile per le colture.

L’azione di BioAksxter® risolve i due estremi “poca acqua – troppa acqua”

L’azione di riequilibrio di BioAksxter® consente sia l’aumento della ritenzione idrica nei periodi di siccità che l’aumento della capacità drenante nei periodi piovosi. Questo perché la regolazione del potenziale idrico fra il terreno e la pianta dipende dalla capacità del campo programmatico (se c’è energia c’è movimento) che regola gli scambi fra il suolo e le strutture vegetali.

Un caso concreto: Azienda Agricola Gardini Flavio

Nella coltivazione di grano duro in località Valle di Casalbellotto (CR), si fa riferimento ad una semina tardiva seguita da abbondanti precipitazioni (oltre 100mm in 15 giorni) che hanno dato origine ad un prolungato ristagno d’acqua nei terreni e mantenuto il seme sommerso per parecchi giorni determinando una mancata germinazione. Inoltre, le basse temperature e il protrarsi di una condizione di elevata piovosità per tutto il periodo invernale hanno ritardato e rallentato l’accestimento e lo sviluppo delle piante. Da una stima effettuata la perdita produttiva doveva essere del 50-75%, ma con l’impiego di BioAksxter® nonostante la gravità della situazione si è verificato un aumento produttivo di granella del 33% e 28% di paglia.

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